giovedì 25 aprile 2024

18/03/2024 14:39:35 - Puglia - Attualità

Marzo è il mese dedicato alla prevenzione del secondo carcinoma più diffuso in Italia. I medici dell'Associazione Italia Gastroenterologi ed Endoscopisti Ospedalieri invitano allo screening e annunciano l'avvio di un importante studio per individuare e rimuovere le criticità che riducono la partecipazione della popolazione allo screening

 

I numeri del cancro al colon in Italia riportano nel 2022 una stima di circa 48.100 nuove diagnosi (uomini 26.000; donne 22.100) e una mortalità che si stima per il 2021 di 21.700 decessi.

Lo screening è uno strumento di salute tanto più efficace quanto più partecipato e ha come scopo principale di intercettare le lesioni precancerose rappresentate dai polipi del grosso intestino o dai tumori in una fase precoce di malattia.

Lo screening del cancro colo-rettale si rivolge ad una popolazione di età adulta, che viene invitata dal proprio medico di medicina generale a aderire alla iniziativa, ritirando generalmente in farmacia un kit per la ricerca del sangue occulto in un piccolo campione di feci. Solo in caso di positività si procede ad effettuare l'esame di secondo livello rappresentato dalla colonscopia.

"Il programma di screening per la prevenzione del tumore del colon retto è stato avviato in Puglia solo nel dicembre 2019, con evidente ritardo rispetto ad altre regioni della penisola - afferma il dottor Raffaele Cozzolongo, presidente regionale Aigo e dirigente medico presso l’ospedale “S. de Bellis” IRCCS Castellana Grotte. Nel 2023, si è registrata un'adesione media del 62% della popolazione invitata al test per la ricerca del sangue occulto nelle feci, con un incremento significativo rispetto agli anni passati".

In Puglia si sono registrati nell'ultimo anno 636 e 486 casi di tumore al colon per milione di abitanti, rispettivamente per gli uomini e le donne.

A fronte di questi dati è importante sapere che, tra i soggetti che si sottopongono allo screening, aumenta in modo significativo la probabilità di diagnosticare il tumore allo stadio iniziale e quindi di ottenere una ottima prognosi con una sopravvivenza a 5 anni pari al 90%.

Consapevole del valore determinante della prevenzione e della diagnosi precoce Aigo ha promosso nei primi mesi dell'anno l'indagine "Fattori che influenzano gli esiti dello screening organizzato del cancro colon retto in Italia", che ha coinvolto oltre 50 strutture ospedaliere di 16 regioni italiane.

"La survey nasce dalla considerazione che il grado di partecipazione allo screening del cancro colon retto in Italia è significativamente eterogeneo - afferma Marco Soncini, presidente di Aigo e direttore del Dipartimento Medico ASST Lecco - generalmente le regioni del centro nord dell'Italia raggiungono performance più elevate (40-50%) di quelle del sud e delle isole (10-15%). Più elementi concorrono a determinare l'adesione allo screening del cancro colon retto. Conoscere i fattori che favoriscono o al contrario riducono l'adesione allo screening permette di iniziare un percorso di rimozione delle criticità".









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