Il disegno di legge prevede, fra le altre cose, la rapidità della risposta giudiziaria, mediante l’introduzione del giudizio direttissimo entro quarantotto ore dall’arresto nei casi di flagranza dei reati di atti persecutori

La Puglia è stata rappresentata da Innocenza Starace, Anna Mariggiò e Fulvia Gravame al Forum nazionale delle donne Verdi tenutosi a Roma il 7 marzo. In questa occasione hanno presentato un disegno di legge per la prevenzione dei femminicidi e della violenza di genere consegnandone copia alla capogruppo AVS alla camera dei deputati Luana Zanella perché la depositi.
«La necessità del disegno di legge nasce dal ripetersi di femminicidi anche dopo che le donne avevano comunque denunciato delle violenze» è riportato in una nota. «Purtroppo l’assenza di un lavoro educativo sessuo-affettivo serio nelle scuole non produce alcun miglioramento nella cultura patriarcale che per noi donne Verdi è l'origine della violenza di genere.
Negli ultimi anni il legislatore è intervenuto con numerose riforme volte a rafforzare la tutela delle vittime, tra cui la legge 69 del 2019, nota come “Codice rosso”, che ha introdotto meccanismi procedurali accelerati per i reati di violenza domestica e di genere. Nonostante tali interventi, l’esperienza applicativa dimostra come persistano criticità legate soprattutto alla tempestività della risposta giudiziaria e all’effettività delle misure di protezione.
Il nostro disegno di legge si propone pertanto di rafforzare l’ordinamento sotto tre principali profili:
1. la rapidità della risposta giudiziaria, mediante l’introduzione del giudizio direttissimo entro quarantotto ore dall’arresto nei casi di flagranza dei reati di atti persecutori quando commessi con violenza fisica nell’ambito della violenza di genere, anche in assenza dell’uso di armi;
2. il rafforzamento degli strumenti cautelari, attraverso una maggiore centralità delle misure di allontanamento dalla casa familiare e di divieto di avvicinamento alla persona offesa;
3. il potenziamento della protezione delle vittime, con misure di informazione, assistenza e priorità nella trattazione dei procedimenti.
Infine il testo prevede l'obbligo per il ministero di pubblicare annualmente i dati dei processi per violenza di genere e femminicidio per permettere una valutazione delle politiche di genere.
La scelta di predisporre un disegno di legge è conseguente al nostro forte convincimento che battaglie solo ideologiche ma senza contenuti pratici non sono utili.
La cura, cioè prendersi carico dei problemi concreti e cercare di risolverli, è l'unico modo per incidere e cambiare le storture della nostra società».

