martedì 17 marzo 2026


17/03/2026 08:02:24 - Manduria - Politica

«Si tratta di una scelta politicamente gravissima e difficilmente comprensibile, sia nel metodo sia nel merito, che rischia di compromettere seriamente il lavoro politico svolto in questi mesi e di indebolire il centrosinistra proprio nel momento in cui sarebbe stato necessario rafforzare unità, dialogo e responsabilità»

Riceviamo, e pubblichiamo, la lettera aperta di Leonardo Notarnicola, un iscritto di lungo corso al Partito Democratico di Manduria. Ecco il testo.

«A integrazione e chiarimento di quanto indicato nelle motivazioni che la segretaria provinciale ha addotto nella richiesta di commissariamento del circolo cittadino di Manduria, e riportate da alcuni organi di stampa locali, è necessario innanzitutto ristabilire alcuni fatti che sembrano essere stati ignorati o volutamente rimossi.

Il 24 gennaio 2025, dopo un lungo e logorante periodo di commissariamento durante il quale si sono avvicendati diversi commissari, si è finalmente svolto il congresso del Partito Democratico di Manduria. In quella sede il segretario del circolo è stato eletto all’unanimità, alla presenza del segretario regionale Domenico De Santis, del commissario uscente Mattia Giorno e di rappresentanti delle istituzioni, dei partiti, dei movimenti, dei sindacati e delle associazioni del territorio.

Si è trattato di un congresso pienamente legittimo, partecipato e riconosciuto da tutti i livelli del partito, che ha restituito al circolo cittadino una guida politica dopo anni di gestione commissariale.

Il sottoscritto Leonardo Notarnicola, iscritto da molti anni al Partito Democratico e, prima ancora, al partito della Margherita, nonché tesoriere del circolo del Partito Democratico di Manduria, esprime sdegno, profonda amarezza e forte preoccupazione per quanto avvenuto nelle ultime ore: il commissariamento del circolo cittadino deciso dalla segreteria provinciale del Partito Democratico di Taranto.

Una decisione che lascia sconcertati perchè imposta a soli due mesi dalle elezioni amministrative, mentre il circolo era impegnato nel lavoro politico per la costruzione di un “campo largo” e a pochi giorni da un importante appuntamento referendario.

Si tratta di una scelta politicamente gravissima e difficilmente comprensibile, sia nel metodo sia nel merito, che rischia di compromettere seriamente il lavoro politico svolto in questi mesi e di indebolire il centrosinistra proprio nel momento in cui sarebbe stato necessario rafforzare unità, dialogo e responsabilità.

Già nel dicembre 2025, subito dopo le elezioni Regionali, era stata inoltrata alla segretaria provinciale e al presidente provinciale una richiesta formale di convocazione urgente per discutere della situazione politica e organizzativa del circolo di Manduria in vista delle imminenti elezioni amministrative. In quella richiesta si sottolineava con chiarezza come una discussione trasparente fosse indispensabile per affrontare con coesione e serietà la fase elettorale.

A quella richiesta non è mai seguita alcuna convocazione.

Nel mese di gennaio, dopo la chiusura del tesseramento 2025, il responsabile provinciale veniva contattato affinché trasmettesse al segretario cittadino l’elenco ufficiale degli iscritti, documento indispensabile per la convocazione dell’assemblea del circolo. La risposta fu che la commissione di garanzia provinciale non aveva ancora certificato l’elenco e che, appena possibile, sarebbe stato trasmesso.

Nel frattempo il circolo di Manduria, con senso di responsabilità e nella piena legittimità politica del segretario in carica, ha avviato un confronto con le forze politiche e civiche che avevano contribuito alla vittoria delle elezioni regionali, nel tentativo di costruire una proposta credibile di governo per la città.

Un lavoro condotto alla luce del sole, con comunicati pubblici e con la volontà di arrivare comunque a una discussione assembleare non appena fossero stati disponibili gli strumenti formali per convocarla.

Nel mese di febbraio il segretario cittadino ha più volte sollecitato la segretaria provinciale a recarsi a Manduria per affrontare finalmente la questione politica già posta a dicembre. Solo il 4 marzo 2026 si è tenuto un incontro presso la sede del circolo alla presenza del presidente provinciale e della segretaria provinciale.

In quella occasione la segretaria provinciale ha accusato la segreteria cittadina di agire autonomamente senza mandato assembleare, ignorando tuttavia un fatto evidente: il segretario cittadino non era ancora in possesso dell’elenco ufficiale degli iscritti, necessario per convocare regolarmente l’assemblea.

Il presidente provinciale, preso atto di questa anomalia, si è personalmente impegnato a far pervenire al più presto l’elenco degli iscritti.

L’elenco è stato trasmesso il 6 marzo 2026, praticamente in concomitanza della Fiera Pessima.

Il 13 marzo 2026 il circolo di Manduria viene commissariato.

Una tempistica che lascia francamente sgomenti e che appare come una decisione già scritta e semplicemente portata a compimento, indipendentemente dal lavoro politico che il circolo stava portando avanti.

Il commissariamento del circolo di Manduria non appare quindi come una scelta finalizzata a risolvere un problema politico, ma come un atto calato dall’alto che mortifica il lavoro degli iscritti, delegittima la segreteria cittadina e interrompe bruscamente un percorso di confronto politico costruito con fatica e responsabilità.

Intervenire con un commissariamento durante un tentativo di costruzione di un campo largo, a poche settimane dalla presentazione delle liste, significa di fatto destabilizzare il quadro politico locale e offrire un vantaggio all’avversario politico. È difficile non vedere in questa scelta una grave sottovalutazione del lavoro del territorio e del ruolo degli iscritti.

Il Partito Democratico non può diventare un partito in cui le decisioni vengono calate dall’alto senza ascoltare le comunità politiche locali. Non può essere un partito in cui si chiede partecipazione e militanza e poi si risponde con il commissariamento proprio nel momento in cui si sta provando a costruire una proposta politica per la città.

Per tutte queste ragioni chiedo che vengano rese pubbliche e politicamente comprensibili le motivazioni di una decisione che rischia di compromettere il lavoro politico svolto in questi mesi nel tentativo di costruire un campo largo, come più volte ribadito nei tavoli provinciali e regionali.

Ma soprattutto chiedo rispetto per gli iscritti, per i militanti e per una comunità politica che non può essere trattata come un problema da commissariare ogni volta che prova a svolgere il proprio ruolo.

Se il Partito Democratico vuole essere davvero una comunità politica e non soltanto una struttura verticistica, allora deve dimostrarlo nei fatti, a partire dal rispetto del lavoro e della dignità politica dei suoi iscritti. Perché un partito che commissaria i propri territori mentre fanno politica non difende l’unità, ma dimostra soltanto di non fidarsi dei propri iscritti».

 

Leonardo Notarnicola