martedì 07 aprile 2026


07/04/2026 09:10:01 - Provincia di Taranto - Attualità

Differenze fino a 25 centesimi tra distributori nello stesso territorio. Confartigianato: «Prezzi incoerenti, imprese e cittadini pagano il prezzo più alto». Sullo sfondo il nodo irrisolto delle compensazioni per raffineria e industrie ad alto impatto

Il taglio delle accise è durato lo spazio di pochi giorni. Poi, a Taranto, i prezzi dei carburanti hanno ripreso a salire, lasciando una situazione sempre più difficile da comprendere e da accettare.

In questi giorni il gasolio ha registrato differenze evidenti tra distributori dello stesso territorio: gli impianti a marchio Enilive risultano tra quelli con prezzi intorno a 1,99 euro al litro, mentre molti altri sono rimasti stabilmente sopra i 2,17–2,20 euro, con scarti fino a 25 centesimi.

Una forbice così ampia, nello stesso momento e nella stessa città, non può essere considerata fisiologica. È il segnale di un mercato che mostra crepe evidenti e che rischia di scaricare la propria instabilità su cittadini e imprese.

Confartigianato denuncia con forza quanto sta accadendo in queste settimane sul fronte dei carburanti. Il beneficio del taglio delle accise si è esaurito rapidamente e oggi sul gasolio si registrano differenze difficilmente giustificabili, con prezzi che raramente sono scesi sotto i 2 euro e punte superiori ai 2,20. La coesistenza, nello stesso territorio, di prezzi intorno a 1,99 euro accanto ad altri stabilmente oltre i 2,20 non può essere considerata normale. Se queste variazioni non sono giustificate da fattori oggettivi e trasparenti, allora si pone un problema serio di correttezza del mercato. Su un bene essenziale, una dinamica di questo tipo rischia di tradursi in una penalizzazione sistematica per cittadini e imprese.

“La domanda è inevitabile: se qualcuno riesce a vendere a 1,99 euro, perché altri no? Nelle ultime settimane il prezzo del petrolio ha registrato anche fasi di calo, ma questi segnali non si traducono in un beneficio stabile alla pompa. Quando i prezzi salgono, gli effetti si trasferiscono subito; quando scendono, il ribasso arriva tardi o non arriva affatto. È questa asimmetria che alimenta una percezione sempre più diffusa di possibili distorsioni e mina la fiducia nel mercato. Per questo riteniamo necessario aprire un confronto serio anche sul ruolo pubblico nella distribuzione dei carburanti. Non è una posizione ideologica: è una questione di equilibrio e di tutela dell’interesse generale”.

Lo dichiara Fabio Paolillo, segretario generale di Confartigianato Taranto.

Il caso di Taranto è emblematico: la presenza della raffineria non si traduce in alcun vantaggio concreto per il territorio e, al contrario, convive con prezzi tra i più elevati e disallineati. Una situazione che, se non chiarita, rischia di apparire come una beffa per cittadini e imprese e di alimentare il dubbio di possibili dinamiche speculative lungo la filiera, senza benefici per il territorio.

A ciò si aggiunge un ulteriore elemento di criticità: non si registra alcuna reale attenzione né iniziativa concreta da parte della politica sul tema delle royalty legate alla presenza della raffineria e di altre industrie strategiche ad alto impatto ambientale, lasciando il territorio privo di adeguate compensazioni.

Le conseguenze sono pesantissime. Per l’autotrasporto, per gli artigiani e per tutte le imprese che operano sul territorio, il carburante rappresenta un costo essenziale. Con il gasolio stabilmente sopra i 2 euro, diventa sempre più difficile programmare le attività e mantenere margini di sostenibilità. Non siamo più di fronte a semplici oscillazioni. Il sistema sta mostrando limiti evidenti.

Confartigianato chiede con urgenza che le riduzioni fiscali si traducano in un calo reale e stabile dei prezzi alla pompa, evitando che i benefici si disperdano lungo la filiera. È inoltre necessario rafforzare i controlli sulle dinamiche di prezzo, garantire piena trasparenza lungo tutta la catena e prevedere interventi concreti a sostegno dell’autotrasporto e delle imprese maggiormente esposte al caro carburante. Non è accettabile che i cittadini debbano inseguire il prezzo migliore come in una lotteria. Non è accettabile che le imprese lavorino nell’incertezza. Non è accettabile che, nello stesso territorio, si paghino differenze così marcate per lo stesso prodotto.

Ancora una volta Taranto non può diventare il simbolo di un sistema che non funziona: la città della raffineria dove il carburante costa di più e dove le regole del mercato appaiono sempre più deboli.

Serve un intervento chiaro, tempestivo e concreto.

Confartigianato continuerà a vigilare e a denunciare con determinazione questa situazione, chiedendo risposte immediate e interventi all’altezza della gravità del problema.