Il sistema Da Vinci Xi consente al chirurgo di operare da una console ergonomica con visione tridimensionale ad alta definizione e ingrandimento elevato, migliorando precisione e controllo dei movimenti chirurgici. Ne fruiscono Urologia, Ginecologia e Chirurgia Generale
Oggi anche l’ospedale “Valle d’Itria” di Martina Franca è dotato del sistema robotico Da Vinci Xi, cruciale per il potenziamento dell’offerta chirurgica e tecnologica di ultima generazione al territorio. Il sistema Da Vinci Xi consente al chirurgo di operare da una console ergonomica con visione tridimensionale ad alta definizione e ingrandimento elevato, migliorando precisione e controllo dei movimenti chirurgici. La tecnologia robotica elimina il tremore fisiologico della mano e consente manovre estremamente accurate anche negli spazi anatomici più complessi. Tra i principali vantaggi per il paziente vi sono incisioni più piccole, minori perdite ematiche, riduzione del dolore post-operatorio e diminuzione del rischio di complicanze infettive. La chirurgia robot-assistita consente, inoltre, una degenza ospedaliera più breve e un recupero funzionale più rapido, con ritorno precoce alle normali attività quotidiane.
«L’introduzione della piattaforma robotica rappresenta un salto qualitativo nell’assistenza sanitaria territoriale, consentendo l’esecuzione di interventi mini-invasivi avanzati in ginecologia, urologia e chirurgia generale – spiega il commissario straordinario Asl Taranto, Vito Gregorio Colacicco – Già ampiamente usato al Santissima Annunziata, ora questo strumento arricchisce anche l’offerta sanitaria della nostra azienda sul territorio tarantino, in un presidio come quello di Martina Franca che è strategico per la provincia come polo chirurgico di riferimento, favorendo innovazione tecnologica, attrattività professionale e mobilità sanitaria attiva, con un modello assistenziale orientato alla qualità delle cure e alla centralità del paziente».
Nello specifico, la piattaforma Xi permette interventi complessi multi-quadrante senza riposizionamento del paziente, ampliando le possibilità terapeutiche soprattutto nella chirurgia oncologica ginecologica, urologica e addominale. Nella ginecologia del presidio martinese, ad esempio, la tecnologia robotica è già impiegata nel trattamento delle neoplasie uterine e ginecologiche mediante la tecnica del linfonodo sentinella, approccio che consente una stadiazione oncologica più accurata evitando, nei casi selezionati, la linfadenectomia sistematica e riducendo significativamente la morbilità chirurgica e le complicanze linfatiche. L’utilizzo del linfonodo sentinella rappresenta oggi uno standard moderno nella chirurgia oncologica ginecologica, permettendo trattamenti sempre più personalizzati, meno invasivi e orientati alla qualità di vita della paziente.

