Dalla divulgazione dei dati provenienti da saggi di scavo effettuati nel sito di Borraco all’intervento di scavo in località Terragna, dall’esplorazione dell’ importante sito neolitico scoperto in contrada Le Fiatte agli interventi ad Avetrana e Lizzano

La recente scomparsa (25 marzo) della dott.ssa Maria Antonietta Gorgoglione, Ispettrice della Soprintendenza Archeologica di Taranto per la Preistoria e Protostoria, mi spinge a ripercorrere i lunghi anni di collaborazione e di amicizia con questo funzionario dimostratosi particolarmente legato al nostro territorio.
La sua attività di indagine e ricerca archeologica la vede impegnata, negli anni Settanta del Novecento, nella divulgazione dei dati provenienti da saggi di scavo effettuati nel sito di Borraco, lungo il litorale manduriano, in un podere a ridosso della torre costiera interessato da presenze di epoca neolitica (M. A. GORGOGLIONE, Nota preliminare sull’insediamento neolitico di Torre Borraco (Taranto) in “Studi in memoria di P. Adiuto Putignani”, Bari, 1975, pp. 17-28).
Segue l’intervento di scavo operato, a più riprese, nel sito di Monte Terragna, alla periferia occidentale di Manduria, lungo l’arteria diretta alla frazione di Uggiano Montefusco. Siamo, a Terragna, sul promontorio prospiciente l’attuale sede territoriale dell’ASL, in parte intaccato, all’epoca, dalla costruzione dei condomini caratterizzanti l’area.
Qui, su questa altura, ricognizioni di superficie avevano evidenziato resti ceramici e litici riferibili ad epoca neolitica. Le operazioni di scavo (anni 1985,1986,1988,1989,1990) interessarono, in particolare, un’area originariamente occupata da un trullo, meno sconvolta, quindi, dalle trasformazioni agricole operate in zona. Il sostegno del Comune e del locale Archeoclub favorì tale ricerca di tipo interdisciplinare, che vide la collaborazione di varie figure professionali coordinate dalla dott.ssa Gorgoglione.
I dati scientifici emersi collocano, sul posto, presenze di struttura abitativa (concotti
e intonaci d’argilla) nonché resti ceramici e litici risalenti al Neolitico antico-medio e recente (VII-III millennio a.C.), con attività economiche caratterizzate da raccolta, agricoltura, caccia ed allevamento (ovicaprini e soprattutto buoi); attività favorite da diffusi scambi territoriali documentati da reperti vari recuperati sul posto (ossidiana liparese, molluschi marini, rocce verdi probabilmente del Vulture).
E tali scavi sono stati adeguatamente valorizzati da varie conferenze ed articoli confluiti, poi, in una pubblicazione curata dal C.R.S.E.C. TA/55, diretto all’epoca dal concittadino Pietro Giuliano; pubblicazione, a ben riflettere, unica nel suo genere (considerata l’epoca di riferimento) dedicata al nostro territorio, per lo più noto per le sue evidenze di età messapica (M. A. GORGOGLIONE – S. DI LERNIA – G. FIORENTINO (a cura di), L’insediamento preistorico di Terragna (Manduria- Taranto). Nuovi dati sul processo di neolitizzazione nel sud-est italiano, Manduria, Regione Puglia C.R.S.E.C. TA/55, 1995). Pubblicazione (ancora oggi agevolmente reperibile nella Biblioteca Comunale) che segnala, tra l’altro, sovrapposizioni insediative, sulla nostra collinetta, successive all’età neolitica, collocabili dal Bronzo finale alla I età del Ferro (XI – VIII sec. a.C).; si aggiunge, nella vallata sottostante (estesa verso la provinciale Manduria-Maruggio), un impianto di epoca ellenistico-romana, ad ulteriore conferma della valenza archeologica della contrada (vedi R. SCIONTI – P. TARENTINI, Manduria. Emergenze archeologiche tra preistoria e medioevo, in AA. VV., Emergenze e problemi archeologici. Manduria-Taranto-Heraclea, Manduria, Regione Puglia - C.R.S.E.C. TA/55, 1990, pp. 132-147).
Ancora vivo è inoltre il ricordo della dott.ssa impegnata, con noi appassionati locali, nell’esplorazione dell’ importante sito neolitico scoperto in contrada Le Fiatte (prospiciente la chiesetta di S. Maria di Bagnolo, a breve distanza dalla frazione di Uggiano Montefusco), con raccolta di dati superficiali e valutazione dell’area archeologica risalente al Neolitico antico-medio (M. A. GORGOGLIONE, Le Fiatte, in “Taras” X(1990), 2, p. 283).
Immediati e competenti anche i suoi interventi nel territorio di Lizzano, con sopralluoghi nel sito dell’età del Bronzo di contrada Bagnara, lambito da profondi dissodamenti agricoli e frequente collaborazione col locale museo nella valorizzazione dei materiali preistorici esposti nelle vetrine o depositati nei magazzini, provenienti da vari siti neolitici dell’area (S. Vito, Casabianca, Fontana, ecc.).
Notevole, inoltre, il suo interesse per Grotta Sant’Angelo, sulle alture a nord di Lizzano, sito paleolitico e neolitico di straordinaria importanza, interessato, di recente, da saggi di scavo operati dall’Università agli studi di Ferrara, con ritrovamenti risalenti all’uomo di Neanderthal.
Interesse ovviamente rivolto anche ad altre grotte del Salento e del Tarantino, assegnate alla sua competenza, ivi compresa grotta dell’Erba e S. Martino, in agro di Avetrana, che “comprendono le testimonianze della civiltà neolitica dal VI al IV millennio fino all’età del Bronzo del XIII-XII secolo a.C. per la presenza di ceramica micenea, con testimonianze fino ad epoca ellenistica e romana” (da M. GORGOGLIONE, Aspetti di civiltà delle grotte del canale di San Martino in territorio di Avetrana (Taranto) in “Itinerari Speleologici” II(1987), n. 2, pp. 53-55; EADEM, Avetrana (Taranto), Grotta dell’Erba in “Taras” XIV (1994), 1, pp. 43-44).
La sua competenza nel campo preistorico e protostorico è emersa in quella sala espositiva allestita, anni orsono, nel museo di Taranto; sala che ebbi modo di visitare apprezzando la suggestiva sequenza di vasi e di altri prodotti di vita quotidiana capaci di illuminare fasi antichissime vissute dai nostri territori; fasi a volte troppo trascurate rispetto ad un mondo magnogreco ampiamente valorizzato da convegni e mostre (M.A. GORGOGLIONE, Museo Nazionale di Taranto. La sezione preistorica, in Guide Archeologiche - Preistoria e Protostoria in Italia - Puglia e Basilicata (XIII Congresso Internazionale delle Scienze preistoriche e protostoriche), 11, Forlì, A.B.A.C.O. Edizioni, 1996, pp. 178-193).
L’esperienza maturata in tanti anni di impegno e di collaborazione con studiosi ed appassionati è confluita in una significativa pubblicazione (curata dalla stessa dott.ssa ed edita dal nostro concittadino, editore Fulvio Filo), che, con il contributo di vari docenti e ricercatori universitari, illustra l’età dal Bronzo tra Taranto ed il Salento, fornendo dati ed immagini particolari di interscambi ed omogeneità culturali riscontrabili su vaste fasce territoriali (vedi M.A. GORGOGLIONE (a cura di), Strutture e modelli di abitati del Bronzo tardo da Torre Castelluccia a Roca Vecchia, Rapporti ed interrelazioni sull’arco ionico da Taranto al canale d’Otranto e sul versante adriatico, Atti del Convegno di Studio 28-29 novembre 1996 Pulsano (TA) - Castello De Falconibus, Manduria, Filo, 2002).
Questo, in rapida sintesi, il contributo offerto dalla dott.ssa Gorgoglione alla conoscenza del nostro territorio, contributo arricchito da sopralluoghi, articoli e conferenze capaci di suscitare interesse e partecipazioni a problematiche storico-insediative tanto complesse, quanto affascinanti, alle origini del successivo popolamento di epoca storica.
Vasta la sua bibliografia, maturata a seguito di scavi e ricerche in vari siti pre-protostorici della Puglia: Cimino, Croce, S. Domenico, Capo Rondinella, Scoglio del Tonno (TA), grotta S. Angelo (Statte), grotta Serra d’Antuono (Crispiano),Torre Castelluccia ( Pulsano), Saturo (Leporano), Masseria Era (Montemesola), Mass. Melia (Grottaglie), Porto Badisco (Otranto), grotta Carlo Cosma (Santa Cesarea Terme), le Tagliate (Porto Badisco), Scala di Furno (Porto Cesareo), Vanze (Vernole), ecc. (vedi “Taras” notiziario Soprintendenza Taranto, anni 1982-2002).
Oggi voglio ricordare, in Maria Antonietta Gorgoglione, non solo il funzionario estremamente rigoroso ed appassionato nello svolgimento dei suoi compiti istituzionali, ma una persona (che ho sempre considerato “amica” della mia famiglia e del mio paese) caratterizzata da signorilità, gentilezza, rispetto ed estrema educazione nei rapporti interpersonali; una persona ed un funzionario cui volentieri si è offerta collaborazione sincera ed immediata in questi lunghi anni di conoscenza, per la decisione, la coerenza e l’impegno profuso (al di là di orari ed obblighi di servizio) nella tutela e valorizzazione della nostra Terra.
Paride Tarentini


