Nelle pagine del suo libro la vita contadina e la memoria della nostra terra, con riferimenti a luoghi, atmosfere e figure legate a Manduria

Ci sono storie che nascono lungo una strada di campagna, sul lento passo di una mula, mentre un nonno racconta e un bambino ascolta.
Nicola, contadino manduriano richiamato alla guerra, attraversa gli anni difficili del primo conflitto mondiale tra fame, paura e lontananza da casa. Accusato di diserzione dopo un tentativo disperato di rivedere la famiglia, riesce a salvarsi dalla fucilazione e si trova coinvolto negli eventi drammatici della poco celebrata guerra di Macedonia.
Tornato finalmente alla sua terra, dovrà affrontare un’altra battaglia: ricostruire la vita e le campagne lasciate in abbandono durante gli anni della guerra. Accanto a lui si muovono personaggi del paese, uomini semplici e figure singolari che raccontano un mondo ormai lontano.
Queste storie, ascoltate da bambino sul dirocco del nonno mentre gli affidava le redini della mula, restituiscono la memoria di una stagione della vita di Manduria e di un uomo che affrontò il suo tempo con dignità e silenzioso coraggio.
Lo stile dei racconti è essenziale, perché la storia si legga tutta d’un fiato.
Nicola Duggento è nato nel 1948 e risiede a Manduria. La sua esistenza è stata profondamente segnata da un tragico evento: la perdita del fratello maggiore in un fatale incidente, un’ombra che ha accompagnato la sua crescita e la sua visione del mondo.
Nella vita professionale ha operato con rigore e dedizione come commercialista e docente, ma la sua vera essenza risiede nel legame viscerale con la terra. Oggi è “contadino pensionato”, innamorato della natura, e trascorre le sue giornate coltivando non solo la terra, ma anche la sua memoria.
Giunto alla soglia dei sedici lustri, Duggento ha sentito l’urgenza di farsi custode del tempo, decidendo di tradurre in parole l’epopea della propria infanzia e di dare voce all’eroe che ha popolato i suoi anni più acerbi.

