Il percorso si è articolato in tre giornate intensive, costruite intorno a esercizi di propedeutica teatrale, attività di movimento e ascolto, momenti di confronto collettivo e sessioni di scrittura condivisa

Il teatro come spazio di ascolto, fiducia e trasformazione. È questa la scommessa al centro di “Nuove narrazioni collettive”, il laboratorio teatrale realizzato dal Dipartimento di Beni Culturali dell'Università del Salento all'Istituto Penale per i Minorenni (IPM) di Lecce, nell'ambito del progetto di Terza Missione #Sapienzaliberatutti, promosso da Sapienza Università di Roma.
Il percorso — supervisionato dal professor Francesco Ceraolo e condotto dalle operatrici Francesca D'Ippolito, Marianna Palomba, Carmen Ines Tarantino e Simona Turturro — si è articolato in tre giornate intensive, costruite intorno a esercizi di propedeutica teatrale, attività di movimento e ascolto, momenti di confronto collettivo e sessioni di scrittura condivisa. L'obiettivo: creare all'interno dell'IPM uno spazio sicuro in cui i partecipanti potessero esprimersi liberamente, sperimentare dinamiche collaborative e costruire, insieme, nuove narrazioni del proprio vissuto.
«Le giornate passate con i ragazzi detenuti presso l'IPM di Lecce hanno rappresentato un'occasione di crescita importante per tutte le persone che vi hanno preso parte», dichiara Ceraolo. «Abbiamo visto negli occhi dei ragazzi una volontà di riscatto e di esprimersi attraverso il teatro che ha colpito profondamente tutti noi. Il teatro ha da sempre la forza di dare senso all'esistenza umana, e non c'è luogo in cui ciò è più vero di un carcere, dove quell'esistenza deve essere interamente ripensata in vista di un futuro migliore. L'Università ha il dovere di affiancare ogni sforzo delle istituzioni per costruire una società più giusta e solidale».
L'esperienza ha trovato un riscontro diretto anche nella direzione dell'istituto.
«Il progetto, realizzato in collaborazione con UniSalento, ha saputo creare uno spazio di ascolto condiviso, rivelandosi uno strumento prezioso dal punto di vista trattamentale» sottolinea Alessandra Ingrassia, direttrice dell'IPM di Lecce. «Attraverso le attività proposte – prosegue - le esperte coinvolte hanno dato modo ai ragazzi di esprimersi liberamente, in un contesto privo di giudizio. Auspichiamo che questa esperienza possa trovare nuove forme di collaborazione tra le istituzioni coinvolte».
L'iniziativa si inserisce nel quadro delle attività con cui l'Università del Salento interpreta la propria Terza Missione: coniugare ricerca, formazione e intervento culturale nei contesti sociali più sensibili, rafforzando il ruolo dell'ateneo come presidio culturale aperto al territorio e alla comunità.

