domenica 21 giugno 2026


21/06/2026 08:13:33 - Manduria - Attualità

«La vera svolta inizierà quando le scelte urbanistiche e i permessi di costruire smetteranno di rispondere a interessi particolari, per tradursi in benefici tangibili per la comunità, come aree verdi, parcheggi,infrastrutture sostenibili e servizi sociali»

Riceviamo, e pubblichiamo, un intervento dell’ex consigliere comunale Agostino Capogrosso, avente per oggetto il Piano Urbanistico Generale. Ecco il testo.

«Spesso sentiamo parlare di Piano Urbanistico Generale (PUG) come se fosse una questione astratta, confinata nei faldoni degli addetti ai lavori. Non è così. Le scelte urbanistiche ormai compiute decideranno, concretamente, come vivremo nei prossimi trent’anni!

Ecco perché la transizione in corso a Manduria non è un semplice passaggio burocratico, ma lo snodo politico più importante per il futuro del nostro territorio. Lo scorso maggio, la Regione Puglia si è espressa sulla compatibilità paesaggistica del nostro PUG, condizionandola ad alcuni adeguamenti. La palla è passata adesso all'Amministrazione comunale entrante, chiamata a integrare i rilievi regionali per sbloccare la fase finale di questo lungo percorso. La città si appresta dunque ad archiviare un Piano Regolatore Generale targato 1977, una svolta attesa da generazioni.

Decidere dove far nascere i servizi, come proteggere la costa o recuperare il centro storico è la più alta forma di scelta politica, perché significa stabilire se l’interesse pubblico debba governare il futuro o se il territorio debba ancora subire logiche disorganiche. Il dibattito di questi anni, con le oltre 240 osservazioni di cittadini e professionisti e i recenti richiami regionali sui vincoli idrogeologici, dimostra che la vera sfida è sanare le nostre fragilità. La priorità del PUG deve essere quindi quella di pianificare i servizi essenziali e le infrastrutture che mancano, soprattutto nelle marine, superando definitivamente la logica delle sanatorie per concentrarsi, invece, sulla messa in sicurezza e sulla valorizzazione dell'esistente.

Ma di fronte a questo traguardo storico, dobbiamo avere l'onestà intellettuale di porci la domanda più importante: tutto ciò, siamo davvero riusciti ad ottenerlo? Perché il rischio concreto è che, dopo cinquant'anni di attesa, ci si trovi tra le mani uno strumento che non rappresenta davvero quella svolta coraggiosa che il territorio merita.

E poi, questo nuovo assetto urbanistico si tradurrà in una burocrazia snella per chi investe? San Pietro in Bevagna smetterà di essere un semplice dormitorio estivo? Il legame tra Manduria e le sue marine sarà finalmente ricucito con servizi, infrastrutture e mobilità attivi tutto l'anno?

Senza queste certezze, la chiusura di questo infinito iter rischia di essere solo una medaglia di cartone da appuntarsi al petto, buona per le celebrazioni ma inutile per il territorio.

La vera svolta inizierà quando le scelte urbanistiche e i permessi di costruire smetteranno di rispondere a interessi particolari, per tradursi in benefici tangibili per la comunità, come aree verdi, parcheggi,infrastrutture sostenibili e servizi sociali.

Il nuovo PUG e la sua attuazione, sarà il vero banco di prova della nuova amministrazione, insieme alle annose questioni ambientali aperte. In questo scenario, la delega più delicata spetterà a chi siederà all'assessorato all'Urbanistica e all'Ambiente. L’auspicio è che si operi con rigore e competenza, offrendo al paese una visione chiara, trasparenza e regole certe, applicate a tutti indistintamente.

Osserveremo, per dovere civico, con la dovuta attenzione».

 

Agostino Capogrosso