lunedì 24 agosto 2026


23/08/2026 17:52:16 - Avetrana - Cultura

Hortus Animae alterna prosa e poesia portandoci a essere parte e a tratti solo a sfiorare luoghi, persone, storie in quel viaggio che chiamiamo vita

Hortus ANIMAE. Volevo solo imparare.

Lo straordinario nell’ordinario quotidiano nel nuovo libro di Giuseppe Selvaggi che verrà presentato il 3 settembre, alle ore 20,30, al Torrione di Avetrana. La presentazione del libro è patrocinata dal Comune di Avetrana.

Il programma prevede i saluti istituzionale di Antonio Iazzi, sindaco di Avetrana.

Anna Saracino dialogherà con l’autore Giuseppe Selvaggi

Modera Teresa Alessano

Giuseppe Selvaggi, pugliese di nascita e milanese di adozione, pubblica con Editoriale Delfino il suo sesto libro. Il suo modo di procedere nella scrittura condivisa è la conferma che, per capire e amare ancora la propria terra bisogna in qualche modo distanziarsene in termini di spazio, ma anche di tempo.
La sua ultima opera, Hortus Animae alterna prosa e poesia portandoci a essere parte e a tratti solo a sfiorare luoghi, persone, storie in quel viaggio che chiamiamo vita. Pagine guidate da un’attitudine filosofica che restituiscono al lettore riflessioni formulate con un linguaggio accessibile ed evocativo per andare oltre l’inverno dello spirito. Nel sottotitolo “Volevo solo imparare” c’è il seme della curiosità coltivata dell’autore   convinto che occorra trovare parole nuove per raccontare e non raccontarsi, poi il tempo farà da eco e le storie torneranno a essere ripetute con parole diverse perché non se ne perda traccia. Questo saggio è un viaggio a volte viscerale, a tratti ironico, attraverso la vita con inciampi, passaggi e un caleidoscopio di persone e sentimenti. Salire su un treno con chi crediamo sarà nostro compagno di viaggio per tutta la durata del percorso, accorgersi poi che alcuni restano a lungo, altri scendono quasi subito senza neanche proferire una sola parola e ciò malgrado il treno prosegue la sua corsa. Ripercorrere a ritroso la vita, gli amori, gli anni della prima giovinezza e poi come per le impronte sulla sabbia basta un colpo di vento. Esplorare temi come la memoria, il tempo e l’ambiguità del passato. La nostra percezione della vita è spesso una costruzione soggettiva e talvolta ingannevole. Non è mai buona cosa riflettere sulla natura della verità e su come il tempo possa distorcere e riscrivere le nostre storie personali. Le parole restano parole, per Selvaggi il loro significato autentico e le ragioni di chi le scrive possono avere più interpretazioni, crede possano essere comprese da chi legge senza fretta e ravviva con un sorriso i colori delle stagioni della vita. Guardando il tabellone degli arrivi e delle partenze ti ritrovi in attesa in una stazione secondaria dove non parte e non arriva nessun treno, almeno nell’immediato. Non hai poi tanta fretta né di partire né di arrivare.  Ogni pagina è depositaria di valori ed esperienze, un mosaico a tasselli di istantanee scattate e relegate nello scantinato della memoria che erano in attesa di prendere aria. Un saggio composito, di genere letterario, filosofico e sociologico. Ogni capitolo apre e chiude un curioso siparietto che si collega fluidamente al tema trattato in precedenza e a quello seguente. Nulla di pedante … il ricorso all’ironia rende leggero lo scritto, pensato per la lettura agile pur sempre accompagnata dalla riflessione. Emozioni, evocate dai tanti scenari e protagonisti nati dall’osservazione attenta e dai pensieri di uno scrittore che partorisce questo libro, sapendo di doverlo lasciare andare, alla stregua di un figlio, perché diventi per gli e degli altri, assorbito dalla loro individuale sensibilità.

 

HORTUS ANIMAE

Volevo solo imparare

Autore: Giuseppe Selvaggi

Editore: Editoriale Delfino

Collana: L'Onda

Anno edizione: 2026 (luglio)

Pagine: 142 p., ill.

prezzo di copertina euro 19