giovedì 27 agosto 2026


27/08/2026 08:22:01 - Manduria - Attualità

L’assessore Luciana Capogrosso: «L’Amministrazione intende recepire la legge regionale 36 del 2023, che disciplina interventi di ristrutturazione edilizia al fine di promuovere il recupero, la valorizzazione e il riuso del patrimonio edilizio esistente, incentivando interventi di riqualificazione urbana»

L’esigenza di una nuova pianificazione urbanistica di Manduria è uno dei punti fondamentali dell’azione amministrativa del nuovo governo cittadino.

Per tale ragione, l’Amministrazione comunale intende recepire la legge della Regione Puglia n.36 del 19.12.2023 che disciplina interventi di ristrutturazione edilizia al fine di promuovere il recupero, la valorizzazione e il riuso del patrimonio edilizio esistente, incentivando interventi di riqualificazione urbana, rivolti al miglioramento della qualità architettonica, della sicurezza statica e igienico-funzionale e delle prestazioni energetiche degli edifici.

La predetta legge mira anche alla riqualificazione ambientale, paesaggistica e architettonica del tessuto edificato, con l'obiettivo di ridurre fenomeni di degrado, di sottoutilizzo degli ambiti urbanizzati nonché di limitare il consumo di nuovo suolo.

“Il recepimento di questa Legge Regionale – dichiara l’assessore all’Urbanistica Luciana Capogrosso – pur non essendo un adempimento obbligatorio per il Comune, rappresenta un atto di governo di fondamentale importanza per lo sviluppo urbanistico della città”.

Nello specifico – prosegue l’assessore Capogrosso – la legge riconosce incentivi volumetrici al fine di favorire il recupero per fini abitativi del patrimonio edilizio esistente, seppur con limiti di applicazione, con riferimento, a titolo esemplificativo, ad edifici illegittimamente realizzati, anche parzialmente, ad edifici avente interesse storico, culturale, architettonico, o ubicati nei siti della Rete Natura 2000, Zone speciali di conservazione e Zone di protezione speciale (ZPS), o ancora quelli presenti in ambiti dichiarati ad alta pericolosità idraulica o in fasce di rispetto e agli edifici ubicati all’interno delle zone territoriali omogenee “A” del vigente strumento urbanistico, così come definite dall’art. 2 del D.M. n. 1444/1968.

“Il percorso che questa Amministrazione intende intraprendere – conclude Luciana Capogrosso – conferma l’attenzione posta verso lo sviluppo della città, che diventa possibile non solo attraverso nuove estensioni ma, anche, attraverso il recupero e il miglioramento del tessuto urbano già esistente”.