Ma il consigliere comunale rimarca anche i ritardi sul lavoro che l’Amministrazione avrebbe dovuto far partire dal luglio scorso

Ferdinando Arnò ha consegnato la sua proposta creativa per la candidatura di Manduria a Capitale Italiana della Cultura 2029.
«Ho messo a disposizione il mio mestiere, le mie idee, il mio tempo sin dal primo giorno» scrive in un post il consigliere comunale di minoranza.
«Il lavoro dell’Amministrazione doveva partire dal 29 giugno 2026, con la delibera di Giunta n. 207. Sono passati luglio e agosto. Siamo a settembre.
Che cosa avrebbero dovuto fare? Fra quanto deliberato, quanto richiesto dal bando e il semplice buon senso:
• Costituire un gruppo di lavoro operativo, con persone, competenze e responsabilità (se vi dicono che c’è, non credetegli, non c’è)
• Stabilire chi coordina e chi scrive il dossier.
• Assegnare compiti agli uffici e fissare le scadenze.
• Preparare un calendario di lavoro e verificare i risultati.
• Coinvolgere associazioni, scuole, imprese, istituzioni e cittadini.
• Raccogliere proposte e verificare luoghi, costi e fattibilità.
• Individuare risorse, finanziamenti e partner.
• Informare la città e dare un recapito chiaro a chi vuole partecipare.
• Costruire il dossier completo, da consegnare entro il 23 settembre.
Magari stanziare un budget per tutto questo.
Una candidatura ha bisogno anche di queste cose. La parola “cultura”, da sola, non è quantificabile.
Volete esempi? Guardate quello che altri territori candidati hanno già reso pubblico.
Tivoli ha aperto le iscrizioni agli incontri di luglio. Cassino raccoglie proposte attraverso una mail dedicata e coinvolge università, associazioni e imprese. I Castelli Romani hanno definito le linee guida e avviato la redazione partecipata del dossier.
Si può fare. Lo stanno facendo.
La mia proposta creativa adesso c’è. Aspetto il resto».

