MANDURIA - Sanità a Manduria, il pessimismo di tre operatori del nosocomio manduriano
  • sabato 04 aprile 2026

MANDURIA - Sanità a Manduria, il pessimismo di tre operatori del nosocomio manduriano

20/05/2022 10:07:43 - Manduria - Attualità

«Il fatto reale è che è stata distrutta la rete ospedaliera e non c’è nessuna soddisfazione per questo risultato»

Nel dibattito in atto sul futuro della sanità a Manduria, dopo le ultime novità relative ai progetti inseriti nel PNRR (per l’ospedale di comunità a Manduria, al momento non ci sono le risorse), pubblichiamo le opinioni di tre operatori del nosocomio manduriano postate su Fb, dei quali indichiamo solo il nome di battesimo (chiaramente conosciamo il cognome e il ruolo svolto nell’ospedale).

RINO - «Mi piace vedere che sprizzate contentezza, ma vi faccio notare che l’ospedale di comunità sarà una barzelletta in quanto dovrà essere gestito da medici di famiglia e non più da medici ospedalieri. Vale a dire da due figure professionali completamente differenti per quanto riguarda la gestione di un paziente ospedaliero. Se trattasi poi soltanto di degenze simil-ospedaliere, cioè solo di ospitate di letto invece che di dimora casalinga, altra barzelletta più comica ancora. Per intanto in caso di infarto siamo a 40 minuti? Almeno da una Cardiologia interventistica e la urgenza richiede un intervento in max mezz’ora e invaso di ictus? Domande. Il fatto reale è che è stata distrutta la rete ospedaliera e non c'è nessuna soddisfazione per questo risultato, naturalmente ci sono colpevoli, ignavi e belle anime».

COSIMO - «A Martina Franca ci sono tutti i reparti, eppure si trova a pochi km dall’ospedale Nord Moscati. A Castellaneta ci sono tutti i reparti. Per quegli ospedali il personale si trova.

È in atto un’opera di smantellamento della sanità pubblica a favore di quella privata: la chiusura dell’ospedale di Manduria va vista in quest’ottica. Responsabile di questa ristrutturazione è la politica (regionale, ma anche nazionale). Il Covid sembra non ci abbia insegnato niente. Quando vedremo le prime morti cardiologiche, neurologiche, chirurgiche, ecc., per mancata tempestività d'intervento, ne riparleremo. Purtroppo a Manduria ci dilettiamo col masochismo».

TITTI - «Sono una dei 20 medici rimasti a lavorare al Giannuzzi... Dovemmo essere 50 ma siamo solo 20...

Per carenza di specialisti in tutta Italia (ma a Manduria la situazione è ancora più critica). Mi domando chi assisterà questi ammalati nell’ospedale di comunità e nelle case di comunità?

Non si tratta purtroppo di una visione pessimistica ma tristemente realistica!».





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