MANDURIA - La stanza, il racconto, ispirato da una storia vera, di Walter Pasanisi: le tenebre di un gelido e nefasto giorno avevano oscurato quella stanza, un tempo rifugio del mondo perfetto di un fanciullo
  • mercoledì 01 aprile 2026

MANDURIA - La stanza, il racconto, ispirato da una storia vera, di Walter Pasanisi: le tenebre di un gelido e nefasto giorno avevano oscurato quella stanza, un tempo rifugio del mondo perfetto di un fanciullo

06/11/2024 08:10:48 - Manduria - Attualità

E, in quegli ultimi attimi di vitalità, sul volto del padre si disegnava un’espressione tenera, quasi infantile, mentre gustava le sue caramelle mentolate, gelosamente custodite in un sacchetto di carta sotto il guanciale del capezzale. Quel giorno, il padre rivolse un ultimo sorriso anche a suo figlio

Deboli spiragli di luce solare di una mattina di gennaio filtravano dalle fessure della tapparella. Alcuni raggi s’infrangevano sul legno laccato posto al centro della camera, avvolta nel silenzio. Violacei paramenti, due lumini votivi e un crocifisso bronzato decoravano parzialmente la spoglia stanza.

A vegliare, seduto sulle esili gambe della madre, c’era un bambino dagli occhi spenti, privato per sempre dei suoi sogni infranti. Le tenebre di un gelido e nefasto giorno avevano oscurato quella stanza, un tempo rifugio del mondo perfetto di un fanciullo. La madre, affranta anch'ella, scaldava silente il figlio col proprio seno. Il premuroso gesto della genitrice, però, non leniva la mestizia del piccolo Valerio, incapace di mutare la cruda realtà.

Quella tragedia non era scritta in una fiaba, dove il dramma si dissolve in un lieto fine. Davanti a sé, Valerio osservava il corpo esile e immobile del padre; il volto livido era solcato dai segni della malattia e della lunga sofferenza. Gli erano stati strappati l'affetto, le certezze, lo sguardo rassicurante; persino l’odore acre del fumo delle sigarette gli mancava, ricordandogli il padre nei momenti di relax in famiglia, quando era ancora in salute. Ora gli mancava la figura distorta del padre, giacente in quel letto che accoglieva il corpo gracile e trasformato. Gli mancava la sua forza, quella con cui si aggrappava alla vita, aiutato dalla morfina che alleviava i dolori. E, in quegli ultimi attimi di vitalità, sul volto del padre si disegnava un’espressione tenera, quasi infantile, mentre gustava le sue caramelle mentolate, gelosamente custodite in un sacchetto di carta sotto il guanciale del capezzale. Quel giorno, il padre rivolse un ultimo sorriso anche a suo figlio. Ma Valerio, immerso nella sua innocenza, venne tradito da quella residua speranza di vita: il padre non assaporò l'ultima caramella rimasta nel fondo del cartoccio, perché esalò il suo ultimo respiro. Le immagini di quei momenti tristi restavano impresse nella mente del fanciullo. E il tempo non aveva lenito lo sconforto che albergava nell'animo tormentato di Valerio. Solo qualche raro scampolo di serenità si alternava a quel dolore che trasfigurava il volto del ragazzo, indurendone i tratti. In preda a un lancinante dolore, Valerio avrebbe voluto barattare la propria insignificante vita con quella perduta del padre.

Ogni sera, nel letto di quella stanza, il fanciullo pregava, rivolgendo assillanti e ripetute richieste al Padreterno di riportare accanto a sua madre l'uomo che tanto amava. Ma la risposta non arrivò mai… Forse la ebbe quando fu al cospetto del buon Dio. In quel tragico giorno, nel fiore della sua adolescenza, Valerio decise di abbandonare per sempre il mondo terreno.

 

Walter Pasanisi





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