MANDURIA - Gli arrosti, gli umidi, i bolliti nella cucina della tradizione regionale: il tema discusso nella Cena Ecumenica della delegazione di Manduria dell'Accademia Italiana della Cucina
  • martedì 31 marzo 2026

MANDURIA - Gli arrosti, gli umidi, i bolliti nella cucina della tradizione regionale: il tema discusso nella Cena Ecumenica della delegazione di Manduria dell'Accademia Italiana della Cucina

18/10/2025 10:39:04 - Manduria - Attualità

I lavori sono stati aperti da Bruno Garofano, presidente della delegazione di Manduria; poi la relazione di Gherardo Maria De Carlo

L’Accademia Italiana della Cucina, istituzione culturale della Repubblica Italiana, fondata da Orio Vergani nel 1953, ha lo scopo di tutelare le tradizioni della cucina italiana che, attraverso le Delegazioni, promuove e favorisce il miglioramento della cultura gastronomica in Italia e all’Estero.

Giovedì 16 ottobre, un nutrito gruppo di accademici si è dato appuntamento presso il ristorante Rahù Pizzeria e Braceria di Manduria, per celebrare la Cena Ecumenica, un evento che rappresenta un momento di alto valore simbolico, in quanto riunisce nello stesso giorno idealmente alla stessa tavola gli accademici di tutto il mondo.

Un rintocco di campana dà inizio alla serata e Bruno Garofano, delegato di Manduria, dopo i saluti di benvenuto, introduce il tema dell’anno: gli arrosti, gli umidi, i bolliti nella cucina della tradizione regionale. Un argomento che ben si presta ad essere esplorato, sia pure con sfumature diverse, in tutte le regioni italiane.

Successivamente l’accademico Gherardo Maria De Carlo, in modo sintetico ma esaustivo, racconta la storia del consumo della carne con un accento particolare alla nostra regione.

Un tema che abbraccia un lunghissimo periodo storico.

Si parte dall’epoca pre-romana e romana con l’allevamento ed il consumo arcaico, si passa per il Medioevo che vede la carne un alimento per pochi, nei tre secoli che vanno, invece, dal  1500 al 1800, la carne diventa più accessibile ma rimane alimento non comune e simbolo di uno status sociale, per arrivare ,infine, dal dopoguerra ad oggi con l’industrializzazione alimentare, che aumenta la disponibilità ed il consumo grazie agli allevamenti intensivi a discapito,però, di una progressiva riduzione della qualità.

Ne è scaturita una costruttiva discussione, dalla quale si evince un crescente interesse per la filiera corta e per la carne biologica.

Auspicando un ritorno agli allevamenti estensivi nelle zone collinari e murgiane, oggi si assiste ad una riscoperta delle razze autoctone, che da sempre sono state allevate e condotte allo stato brado. Esempi ne sono, per la nostra Regione: il suino Nero di Puglia, la Podolica, il bovino rustico del Gargano e della Murgia, la pecora Gentile di Puglia e quella di Altamura, la Capra Jonica e Garganica, oltre all’allevamento e il conseguente consumo, molto comune nelle nostre zone, di carne di cavallo, un alimento alla base di molte ricette della tradizione culinaria popolare pugliese.

La serata è proseguita in cordiale convivialità apprezzando alcuni piatti a base di carne legati al territorio.





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