- martedì 31 marzo 2026
Hanno relazionato Saverio Fella, Maria Gabriella Andrisano e Gabriele Dimaggio
Ecco il resoconto dell’attività di formazione e informazione che l’associazione “Plinio il Vecchio” ha tenuto nella settimana appena trascorsa.
Martedì 27 gennaio – Dott. Saverio Fella: “Gli animali esseri senzienti, ed il loro diritto di esistere”

Il relatore ha introdotto l’argomento enunciando la normativa nazionale ed internazionale sui diritti dell’animale.
A riconoscere il diritto al rispetto degli animali, esseri viventi capaci di provare sentimenti, quali amore, preoccupazione, dolore, rabbia e noia è:
In merito alla normativa nazionale, gli animali nel codice civile sono equiparati alle «res» (cose).
Una grandissima vittoria, questa, per gli animali e per chi li ama.
L’auspicio è che pene più severe possano agire da deterrente per porre la parola «fine» alla crudeltà umana.Crudeltà che non apparterrà mai agli animali.
Giovedì 29 gennaio – Dott.ssa Maria Gabriella Andrisano: “Io sono: percorsi di mindfulness e autenticità”

L’incontro ha voluto mettere in evidenza l’aspetto scientifico della Mindfulness e come le neuroscienze si siano occupate negli ultimi decenni di “meditazione “e dei suoi effetti sul nostro cervello.
Le ricerche più recenti mostrano che la meditazione favorisce la neuroplasticità perché “allena” ripetutamente attenzione, consapevolezza ed emozioni.
I cambiamenti prodotti nelle mappe neurali, nella materia grigia e nell’attività di reti cerebrali, sono misurabili, ed è possibile affermare che la meditazione modifica la struttura del cervello, cambia il modo in cui le reti neurali comunicano, regola i sistemi dei neurotrasmettitori e rafforza i circuiti dell’attenzione e della calma.
La meditazione è strettamente correlata all’autocoscienza. Non si tratta di “rilassarsi”; la meditazione modifica il modo in cui il cervello costruisce il senso di sé, rendendolo più consapevole.
La mindfulness, quindi, è una pratica che può condurci ad un sé più ampio, più aperto verso gli altri, meno centrato sull’ego; può aumentare la nostra stabilità emotiva e donarci un maggiore equilibrio, una minore reattività. La mindfulness è un allenamento che porta ad una mente più chiara, stabile e consapevole.
Venerdì 30 gennaio – Gabriele Dimaggio per il Teatro della Luna: Tre autori ed un mondo. “Una letteratura a testa bassa”, da Kafka a Pasolini

Quale sarà l’arcano percorso che collega i frattali di Benoit Mandelbrot ed il triangolo di Waclaw Sierpinskj a Franz Kafka, Pier Paolo Pasolini e Dante Alighieri?
Gabriele Dimaggio ci prende per mano e ci conduce alla scoperta di questo arcano, a “testa bassa”, passando da Kafka a Pasolini e, infine, a Dante; il rimando ai frattali, sorta di prigione ricorsiva, compare con l’uso di immagini, suggestioni e terminologie ad essi attinenti.
Gabriele, affettuosamente solo Gabriele, servendosi appunto del mondo dei frattali, ci parla del rapporto padre-figlio, come una iterazione, una struttura ricorsiva: ciò che il padre è ritorna nel figlio, perpetuando una forma di isomorfismo; ci parla del ruolo della nevrosi, una sorta di pensiero ossessivo e ricorrente che si ripete, si moltiplica, si auto-alimenta come un loop frattale della mente e del connubio burocrazia-potere-macchina, frattali sociali che ripetono procedure, moltiplicano nodi, generano labirinti.
La lettura, il racconto e il commento della risposta del padre Hermann alla “Lettera al padre” di Kafka e della “Supplica a mia madre” di Pasolini rendono plasticamente i temi precedenti; a questo si aggiungono le sottolineature sul vario modo degli autori di ricercare vie di fuga e di vivere il triangolo padre-madre-figlio.
Ma ecco che il racconto si interrompe; silenzio assoluto. Gabriele è al leggio ed inizia
La bocca sollevò dal fiero pasto
quel peccator, forbendola a' capelli
del capo ch'elli avea di retro guasto.
……………..
Le parole si diffondono, col loro carico mutevole di musicalità ora carezzevole ora aggressiva, col loro messaggio ora suadente ora provocatorio; fluisce libera e prepotente l’emozione che, al fine, si acquieta al proferire
……………..
già cieco, a brancolar sovra ciascuno,
e due dì li chiamai, poi che fur morti.
Poscia, più che 'l dolor, poté 'l digiuno".
E così ci consegna, dal Canto XXXIII dell’Inferno, il messaggio del conte Ugolino della Gherardescae della paternità tragica, senza via di fuga, reso da Dante come un urlo che attraversa la storia.
In chiusura la prof.ssa Ilaria Marzo celebra con noi la nascita del “Teatro della Luna”; una famiglia, per usare le sue parole, che si propone con forme potenti di comunicazione artistica, come quella di questa sera.
Grazie Gabriele, grazie Teatro della Luna.