MANDURIA - Il resoconto dell'attività di formazione e informazione che l'associazione 'Plinio il Vecchio' ha tenuto nella settimana appena trascorsa
  • lunedì 06 aprile 2026

MANDURIA - Il resoconto dell'attività di formazione e informazione che l'associazione 'Plinio il Vecchio' ha tenuto nella settimana appena trascorsa

05/04/2026 08:44:08 - Manduria - Attualità

Ha relazionato Ilaria Marzo

Ecco il resoconto dell’attività di formazione e informazione che l’associazione “Plinio il Vecchio” ha tenuto nella settimana appena trascorsa.

Settimana 31 marzo 3 aprile

Martedì 31 marzo: prof.ssa Ilaria Marzo “Un ipocrita e la sua sedia – Storia del teatro in pochi passaggi”

Siamo all’Atto II della narrazione proposta dalla prof. Ilaria Marzo.

La narrazione questa volta fa ricorso, oltre che ad un linguaggio sempre evocativo di scenari più ampi e da costruire, all’immagine: esordisce in scena La scuola di Atene di Raffaello. Torna il linguaggio ad estrarre, quasi, dall’immagine i segni di un passaggio, di una transizione: dall’alto degli dei si passa a guardare verso il basso, verso la terra degli uomini.

Aristotele ed i suoi peripatetici si prendono la scena; e fra essi, la prof. Marzo fa apparire Teofrasto e con lui il vero inizio di questo nuovo capitolo della storia del teatro.

Teofrasto, autore dei Caratteri, una raccolta di 30 brevi ritratti, ciascuno dedicato a un difetto umano (non a virtù!), con esempi concreti di comportamento quotidiano. Con lui cambia il modo di osservare l’uomo nella cultura greca: l’attenzione si sposta da eroi e miti a persone comuni, dai grandi drammi ai difetti quotidiani, dal destino al carattere individuale.

La narrazione ci conduce quindi a Menandro; il nuovo si manifesta, lo sguardo dell’autore si posa sulla vita quotidiana e familiare, su amori, equivoci e intrighi e su personaggi “tipici” (il vecchio burbero, il giovane innamorato, lo schiavo astuto). Nasce la commedia nuova greca.

La scena passa ai giovani attori che “interpretano”, dai Caratteri, un passo dal Proemio e, di seguito, La grettezza; proseguono con un passo dal Dyskolos di Menandro e, ancora dai Caratteri, L’adulazione; si colgono i segni del nuovo sguardo verso la realtà, con piglio più leggero, più vicino alla terra.

Ma Menandro ebbe enorme influenza su autori latini come Plauto e Terenzio; ed ecco che la narrazione ha generato l’anello di congiunzione tra la nuova commedia greca e la commedia latina.

È di scena Plauto e la sua commedia latina, ambientata in Grecia ma adattata al gusto romano. La commedia dal linguaggio vivace e popolare, dal ritmo veloce e dalla comicità basata su equivoci, inganni e situazioni paradossali. I personaggi diventano ormai fissi, dal servo furbo al soldato fanfarone, dal parassita alla cortigiana; l’azione scenica, con la sua dinamica e il suo ritmo serrato, diventa elemento di originalità.

La scena torna ai giovani attori che “interpretano”, un passo dal Miles Gloriosus; ed ecco che personaggi come Pirgopolinice ed Artotrogo, il vanaglorioso e l’adulatore, prendono vita e rendono intera la godibilità della grande commedia latina.

La narrazione conduce ora verso nuovi scenari che, puntualmente, arrivano col Rinascimento; il culto del bello classico e delle sue regole; l’unità di spazio, tempo ed azione aristoteliche vigono. Ancora una volta, la prof. Marzo crea l’attesa del nuovo: e che nuovo!

Ad accompagnare le parole riappaiono le immagini; ecco una “locandina” della Mandragola di Machiavelli. Il grande capolavoro irrompe sulla scena ed un altro passo è compiuto.

La scena torna ai giovani attori che “interpretano”, dalla Mandragola, il Prologo e l’Atto II – Scena 6; prende vita l’attesa creata nel Prologo per un “nuovo caso in questa terra nato” ed il dialogo tra Callimaco, Nicia e Ligurio rapisce la partecipazione emozionale a questa vicenda in cui “il denaro e la malizia” sono strumenti atti al compimento auspicato della storia.

La narrazione riprende e fa comprendere come con Machiavelli si compia il ciclo della commedia erudita, scritta per un pubblico colto, ispirata ai modelli latini. Dove la satira sociale e politica ha un suo ruolo, con testi fissi e scritti che gli attori seguono ed ambientazioni realistiche e definite. In Machiavelli il teatro è ancora legato all’umanesimo: è letteratura oltre che spettacolo.

Ma, ci racconta la prof. Marzo, nuovi fermenti si fanno strada e arriva la Commedia dell’arte; e cambia completamente il modo di fare teatro.

Il teatro diventa spettacolo “vivo”, basato sull’energia degli attori e le loro maschere fisse (Arlecchino, Pantalone, Colombina), dalla centralità dell’autore si pass alla centralità dell’attore, diventato un professionista, da un pubblico elitario si passa ad un pubblico ampio e vario, alla rigidità del copione fisso si passa al canovaccio ed all’improvvisazione, dalla letteratura si passa allo spettacolo fisico e visivo. La commedia umanistica lascia il posto al teatro moderno.

Prossima settimana

Mercoledì 8 aprile: dr.ssa M. G. Andrisano “Io sono: percorso di mindfulness ed autenticità”

Giovedì 9 aprile: dr. A. Dimitri “Psicologia del complottismo”

Venerdì 10 aprile: Visita alla casa museo dello scultore Pietro Guida





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