La visita di Archeoclub Manduria al Limitone dei Greci, un muro che si snoda per due chilometri e mezzo nelle campagne tra Sava e Lizzano, raggiungendo in alcuni punti oltre tre metri di altezza
  • giovedì 09 luglio 2026

La visita di Archeoclub Manduria al Limitone dei Greci, un muro che si snoda per due chilometri e mezzo nelle campagne tra Sava e Lizzano, raggiungendo in alcuni punti oltre tre metri di altezza

09/07/2026 07:15:46 - Manduria - Attualità

Sulle sue origini è in corso un’indagine archeologica, attraverso campagne sistematiche di scavi, condotta da ricercatori e studenti di tre atenei francesi, sotto la direzione del prof. Giovanni Stranieri, docente di Archeologia Medievale presso l’Università di Saint-Etienne

Un manufatto in pietra a secco, monumentale nelle dimensioni, ma privo di particolari pregi architettonici o artistici, può rappresentare uno scrigno di informazioni, al punto da coinvolgere un’équipe di archeologi in più campagne di scavi, al fine di svelarne i segreti? Si, se stiamo parlando del cosiddetto “Limitone dei Greci”, un muro che si snoda per due chilometri e mezzo nelle campagne tra Sava e Lizzano, raggiungendo in alcuni punti oltre tre metri di altezza.

Con la sua massiccia presenza, nel silenzio di uliveti secolari, ahimè ormai anch’essi in rovina, da sempre affascina studiosi ed appassionati, e li induce ad interrogarsi sul perché sia stato costruito e, soprattutto, da chi.

Si tratta forse di fortificazione, eretta a scopo di difesa ai tempi delle guerre greco-gotiche, quando le nostre terre erano oggetto di contesa tra l’Impero Bizantino e il Ducato longobardo di Benevento? O piuttosto di un confine di carattere amministrativo, atto a delimitare e proteggere le proprietà di potentati economici, laici od ecclesiastici, in età medievale?

A queste domande, che sinora hanno prodotto queste ed altre affascinanti ipotesi, si sforza di dare risposte certe l’indagine archeologica, attraverso campagne sistematiche di scavi, condotti da ricercatori e studenti di tre atenei francesi, sotto la direzione del prof. Giovanni Stranieri, docente di Archeologia Medievale presso l’Università di Saint-Etienne. La datazione dei reperti, materiali e biologici, recuperati, condotta in collaborazione con l’UniSalento, oltre allo studio dei particolari costruttivi, consentirà di porre un primo punto fermo nella ricostruzione storica dell’origine e successiva esistenza del “Limitone”.

Le foto allegate raccontano la visita compiuta il 6 luglio scorso sul luogo dello scavo da soci Archeoclub, studiosi e appassionati di archeologia.

La visita si colloca tra le attività di divulgazione previste a margine del progetto “La forma dell’acqua”, in fase di avvio presso il Parco Archeologico di Manduria. La visita è stata guidata dal prof. Stranieri.





img

Cucina d'asporto e Catering
con Consegna a domicilio

GNOCCHI GAMBERETTI E ZAFFERANO
MACCHERONCINI SALSICCIA E PROVOLA
PASTICCIO DI PASTA AL FORNO
PARMIGIANA
LASAGNA
FARFALLE MELANZANE E MOZZARELLA
INSALATA DI RISO
RISO NERO VENERE ALLA MARINARA
FARRO GAMBERETTI E ZUCCHINE
INSALATA DI MARE
INSALATA DI POLPO
FRITTURA DI CALAMARI
PESCE SPADA ALLA SALENTINA
SCALOPPE DI ORATA AL LIMONE
COZZE GRATINATE
TAGLIATA DI ENTRECOTE GRANA E RUCOLA
CAPOCOLLO AI FUNGHI
FAGOTTINI DI MELANZANE
ROLLE' DI SUINO ALLA PARMIGIANA
SALSICCIA PATATE E PEPERONI
COTOLETTE DI POLLO
CICORIE LESSE
SPINACI SALTATI
INSALATA MISTA
FRITTATA CON SPINACI