venerdì 06 agosto 2021

12/04/2011 20:52:01 - Manduria - Attualità

Il Movimento Italiano per i Diritti Umani invita i parlamentari pugliesi ad intervenire per fare luce nella vicenda

 
Una bara bianca, portata a spalla da parenti e amici, dalla casa in cui è nato e cresciuto, proprio alle spalle del municipio, sino alla chiesa Madre. Bianchi anche i fiori scelti per il funerale e i palloncini, che, al termine della cerimonia funebre, sono stati fatti volare in cielo.
Così i familiari più stretti e gli amici hanno voluto rendere, ieri pomeriggio, l'estremo saluto a Carlo Saturno, il ragazzo di 22 anni che si sarebbe tolta la vita il 30 marzo scorso all'interno del carcere di Bari, impiccandosi con delle lenzuola alla branda. Versione alla quale non credono, però, né i parenti di Carlo, i quali hanno inoltrato un esposto alla Procura, ipotizzando il reato di omicidio colposo, né il Movimento Italiano per i Diritti Umani, il quale, invitando i parlamentari pugliesi ad intervenire per fare piena luce sull'episodio, ricorda come il ragazzo manduriano avrebbe dovuto testimoniare il 6 aprile scorso per le violenze che avrebbe subito, insieme ad altri coetanei, nel carcere minorile di Monteroni alcuni anni fa (nel procedimento furono citati alcuni poliziotti).
Dopo il breve tragitto a piedi, costeggiando anche la centralissima piazza Garibaldi, il corteo funebre ha raggiunto la chiesa Madre. A celebrare la funzione religiosa (alla quale era presente anche don Nicola, il parroco della casa famiglia dei Padri Rogazionisti di Oria, in cui Carlo era stato per un breve periodo), è stato l'arciprete di Manduria, mons. Franco Dinoi.
"Qualche mese fa, celebrando il funerale di un altro giovane manduriano, morto a seguito di un incidente stradale, avevo espresso, da questo altare, l'auspicio di non celebrare mai più esequie di ragazzi" ha aperto l'omelia mons. Dinoi. "Invece, dopo pochissimo tempo, mi ritrovo a celebrare, con amarezza, anche il funerale di Carlo. La vita è un dono di Dio, e con questa celebrazione religiosa, esaltiamo la dignità della persona. La parola di Dio è la verità che risveglia le coscienze, così come la vita deve essere una testimonianza di Fede e di amore verso il Signore, che è fiducia e speranza. Il Signore è anche perdono e misericordia".
Mons. Dinoi ha poi letto, dal Vangelo, la parabola della resurrezione di Lazzaro.
Composto il dolore dei familiari di Carlo: erano presenti la madre e i fratelli (il padre è invece scomparso alcuni anni fa a causa di un male incurabile).
Ora la parola passa ai magistrati, cui è affidato il compito di far luce sull'inquietante fine di Saturno: è stato davvero suicidio, oppure, come sostengono i familiari, qualcuno avrebbe istigato Carlo al suicidio?








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