giovedý 07 dicembre 2023

17/04/2009 18:06:39 - Avetrana - Cultura

Hanno scavato in due tombe della necropoli, trovando ben quattro anforette

 
Il Parco archeologico della civiltà messapica valido laboratorio per approfondire la storia e per conoscere, più da vicino, le proprie radici.
Grazie alle intuizioni e alla disponibilità dell’archeologo Gianfranco Dimitri (fondatore dello studio di consulenza archeologica “Damatra”) e di Gregorio Tarentini (gestore della struttura, finalmente rivalutata dopo vari anni in cui è stata chiusa e abbandonata all’incuria), un gruppo di alunni dell’istituto comprensivo “Morleo” di Avetrana, guidati dalla maestra Liliana Adriano e dalla referente del progetto, la prof.ssa Anna Laguardia, hanno visitato, l’altro ieri pomeriggio, il cuore del vastissimo patrimonio archeologico mandurino.
La prima tappa è stato il Fonte di Plinio, maestoso e straordinario simbolo della città. Con Rosangela Prospero, Emily Palmisano, Sara Moscogiuri e Grazia Sammarco a far da “cicerone”, gli alunni hanno potuto ammirare da vicino quanto conosciuto, sinora, solo attraverso le foto o attraverso le lezioni in classe. In un clima magico, reso tale anche dalle leggende raccontate dalle guide, gli alunni hanno poi vissuto un’esperienza unica, che ha coinvolto ed entusiasmato tutto il gruppo: lo scavo,”pilotato”, in due delle centinaia di tombe della necropoli del Parco. Seguendo le indicazioni dell’archeologo Gianfranco Dimitri, e supportati dai dipendenti dell’azienda Tarantini (Luigi Tarentini e Daniele Nigro), hanno eseguito, rigorosamente, tutte le operazioni che precedono lo scavo, compresa quella della individuazione degli strati della tomba.
Poi la parte più bella: armati di cazzuola e pennelli, hanno avviato la parte dello scavo vero e proprio. Con meraviglia e gioia gli alunni hanno “salutato” le loro scoperte: dalle due tombe, sono spuntati un cratere e tre anforette, forse non ... propriamente di origine messapica. Reperti che hanno premiato il lavoro dei ragazzi, ora ancora più motivati a proseguire il loro lavoro, voluto dalla dirigente scolastica Rosanna Sportelli.
«Il lavoro non è finito» ha ammonito il dott. Gianfranco Dimitri. «Ora vi sarà una lezione per capire come si ripuliscono i reperti storici così preziosi».
Il tour si è poi concluso con la visita della cripta di San Pietro Mandurino, sempre all'intero del Parco.
«Le visite degli studenti sono ormai all’ordine del giorno» è stato il commento di Gregorio Tarentini. «Nei giorni scorsi hanno visitato il Parco 800 studenti di Pescara. Ma sono arrivate anche scolaresche da Torino e dalla Campania».
Resta il rammarico che, per assenza di strutture capienti, gli studenti sono costretti a dimorare in alberghi dell'altro versante della provincia.
Nella galleria i principali momenti di quest’esperienza al parco di Manduria.








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