09/07/2018 07:36:35 - Manduria - Attualità

L’interessante convegno promosso da Confindustria Taranto

 

Corea del Sud, un mercato di sbocco per le eccellenze del territorio.

Potrebbero aprirsi nuovi orizzonti commerciali per le aziende del versante orientale della provincia. Ad indicarle, stimolando gli operatori presenti, il presidente della Camera di Commercio Italiana a Seul, Roberto Martorana, intervenuto, l’altro ieri sera, in una conferenza promossa da Confindustria Taranto.

Nella suggestiva cornice del Museo del Primitivo dei Produttori di Manduria, Martorana, dopo gli interventi introduttivi di Salvatore Toma, presidente della Sezione Moda e Abbigliamento di Confindustria Taranto e Confindustria Puglia, e di Vincenzo Cesareo, presidente di Confindustria Taranto, oltre che di vari rappresentanti delle istituzioni, ha rimarcato le ghiotte opportunità che potrebbero essere offerte dal mercato della Corea del Sud, uno dei tre Paesi a non aver accusato un PIL negativo nel recente periodo della grande crisi mondiale.

«La Corea è oggi l’undicesima potenza economica e, a livello mondiale, è la prima per la cantieristica navale e per l’istruzione, la terza per la ricerca tecnologica e scientifica» ha ricordato Martorana. «L’export dell’Italia è molto contenuto: appena l’1,3%, ma i mercati sono sempre più interessati ai prodotti “Made in Italy”. Inoltre, per chi volesse investire, esistono ben 8 zone franche: lo Stato coreano garantisce aiuti alle aziende straniere che avviano delle attività (sino al 50% degli stipendi degli operai coreani assunti)».

Il presidente della Camera di Commercio Italiana a Seul si è poi soffermato su tre settori: vino, olio e fashion.

«Per quanto riguarda il vino, dal 2011 i dazi in entrata sono stati aboliti. In Corea conoscono e apprezzano più che altro i vini di Piemonte, Veneto e Toscano, che hanno investito in promozione. Da qualche tempo, si iniziano a conoscere anche i vini siciliani. Credo che le opportunità di conquistare i mercati per le aziende vinicole pugliesi siano enormi. Il vino è diventato uno status symbol: i coreani amano invitare a casa gli ospiti e mostrare le bottiglie italiane. Sta crescendo l’interesse verso l’olio, in particolare per il biologico. Per il fashion, infine, in Corea sono conosciuti tutti i grandi marchi. Vi sono spazi molto allettanti per i prodotti di fashion per le donne».

E’ poi anche intervenuta Jin Jeomsum, project manager della Camera di Commercio Italiana a Seul.

«Si sta per raggiungere la pace con la Corea del Nord» ha affermato. «Ma noi non vogliamo l’unificazione, bensì l’espansione del mercato nella Corea del Nord, in cui vivono altre 30 milioni di persone. Per l’Italia, e in particolare per alcuni prodotti dell’economia, le prospettive sono interessanti».

Ha chiuso la serata l’intervento di Giuseppe Calianni, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Taranto.



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