11/07/2018 06:56:45 - Manduria - Attualità

«Tutti insieme dobbiamo sostenere l’unica soluzione possibile, cioè quella di delocalizzare il depuratore nell’entroterra»

 

Amarezza per non aver colto l’occasione della riunione del 19 giugno di Avetrana al fine di produrre un documento unico sulla localizzazione del depuratore, ma, nel contempo, fiducia nella possibilità di ritrovare armonia e sinergia fra le varie associazioni ambientaliste affinchè si ottenga lo spostamento dell’impianto nell’entroterra.

Alla luce delle polemiche emerse all’indomani della recente conferenza dei servizi sul depuratore di Bari, interviene nel dibattito Arcangelo Durante, ex consigliere comunale manduriano e componente del Comitato per la Tutela del Territorio di Avetrana, che, com’è noto, ha promosso un ricorso al TAR.

«Quella riunione doveva servire per produrre un documento unitario da inviare sia ai commissari straordinari di Manduria e al responsabile tecnico della Regione Puglia per ribadire la volontà espressa dalle comunità nelle manifestazioni di mobilitazione del 31 marzo di Avetrana e del 7 aprile a Manduria» l’opinione di Durante. «Tutti insieme dobbiamo sostenere l’unica soluzione possibile, cioè quella di delocalizzare il depuratore nell’entroterra, ma purtroppo, nonostante gli inviti, la stessa assemblea fu ignorata da gran parte delle associazioni e delle forze politiche di Manduria. Auspico che prevalga l’unitarietà e il senso di responsabilità e tale iniziativa possa essere ancora ripresa, poichè ritengo che, oltre alle osservazioni tecniche, sia indispensabile abbinare il documento unitario condiviso tra le parti per sostenere lo spostamento del depuratore dalla fascia costiera».



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