06/02/2019 09:23:17 - Manduria - Attualità

I rischi che la Fiera salti anche quest’anno sono sempre più concreti

 

A meno di trenta giorni dalla data del taglio del nastro (avviene tradizionalmente il 7 marzo), il Comune di Manduria è ancora alla ricerca di un’azienda che organizzi la Fiera Pessima 2019.

Dopo il “buco” dello scorso anno, la secolare rassegna fieristica mandurina rischia sempre più seriamente di .. restare ferma per un altro anno ai box. Dopo che la prima gara è stata dichiarata deserta (l’unica offerta arrivata, quella dell’azienda campana “RTT Service”, non è stata accettata in quanto è in atto un procedimento giudiziario a suo carico, in cui la stazione appaltante si è costituita parte civile), il Comune sta tentando un’altra strada: quella della procedura negoziata.

«La Commissione Straordinaria, al fine di consentire il regolare svolgimento della 278ª edizione della Fiera Pessima nei termini stabiliti, ha provveduto a fornire indirizzo politico-amministrativo di provvedere all’aggiudicazione dell’offerta mediante procedura negoziata, senza previa pubblicazione del bando di gara, invitando un numero di operatori economici non

inferiore a cinque, utilizzando per l’aggiudicazione il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa».

E’ quanto ribadito in uno degli ultimi atti approvati, nel quale, peraltro, si attribuisce al dirigente comunale Emanuele Orlando l’autorizzazione ad operare presso la Centrale Unica di Committenza dell’Unione dei Comuni di Montedoro e il ruolo di Responsabile Unico del Procedimento.

Procedimento che è partito, ma si dubita che possa concludersi in tempo per ottenere almeno una fiera decorosa. Innanzitutto è lecito un quesito: vi saranno aziende, che peraltro non hanno partecipato al primo bando di gara, che aderiranno alla procedura negoziata, presentando delle offerte? Cosa dovrebbe indurre  le cinque aziende che saranno invitate ad accettare un compito così difficile (soprattutto per la tempistica), visto che le condizioni non sono cambiate?

L’aggiudicazione dell’appalto avverrà secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa e, dunque, riguarderà sempre il ribasso percentuale offerto rispetto ai prezzi unitari posti a base di gara: 7 euro per mq per spazi espositivi esterni e

90 euro per mq per spazi espositivi interni.

Ma ponendo pure l’ipotesi che ci possano essere aziende interessate, in 2-3 settimane potranno montare i capannoni, approntare il calendario della rassegna e, soprattutto, invitare e ottenere l’adesione di centinaia di espositori?

Il pessimismo, insomma, aumenta: per il secondo anno consecutivo, i battenti della Fiera rischiano di restare chiusi.



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