18/03/2019 09:34:09 - Manduria - Attualità

L’oca, insieme al veterinario che le ha salvato la vita, ospiti dell’istituto comprensivo “Prudenzano”

La diversità può diventare una ricchezza. A dimostrarlo agli alunni delle classi seconde della scuola primaria dell’istituto comprensivo “Francesco Prudenzano” è stata “Becco di Rame”, un’oca che deve il suo nome ad una protesi unica al mondo, creata dal veterinario Alfredo Briganti dopo che fu aggredita, all’interno di un pollaio, da una volpe. L’oca riuscì a difendere e a salvare tutti i suoi amici, ma la volpe riesce a romperle la parte superiore del becco. Un tipo di lesione, questo, che non permetteva nessun tipo di cure e l’unica strada era quella di un’eventuale protesi che doveva essere completamente ideata in emergenza dal medico. Il dott. Briganti si orientò ad allestire una protesi e, con una lamina di rame da un millimetro, ritagliò quello che sarebbe divenuto il nuovo becco di quest’oca, il cui nome, da allora, è divenuto “Becco di Rame”. Oggi vive una vita normale tra gli altri animali, nonostante la disabilità acquisita.

Una storia vera, che è poi divenuta anche una favola e uno spettacolo teatrale.

“Becco di Rame”, grazie all’amore dei suoi proprietari e all’audacia del suo medico, ha dimostrato di essere equilibrata ed intelligente e di reagire con grande forza di fronte agli incidenti della vita. Ecco come un’oca può anche spiegare la disabilità ai bambini.

“Becco di Rame” è stata ospite per un giorno della scuola manduriana: ha fatto il suo trionfale ingresso accompagnata dal dott. Alfredo Briganti. I piccoli alunni la aspettavano da mesi, da quando cioè un paffuto signore vestito di rosso, un certo Babbo Natale, donò loro un libro da leggere: “Becco di rame”. Il libro è ispirato proprio a questa storia: quella di un’oca Tolosa. Nelle settimane precedenti i bambini hanno letto, discusso e riflettuto con le loro docenti sui valori profondi che la storia trasmette.

Poi, con l’arrivo di “Becco di Rame”, hanno finalmente potuto rivolgere al dottor Briganti tante e svariate domande a cui con estremo garbo e gentilezza egli ha risposto prontamente. E’ stata una esperienza emozionante in cui la star “Becco di Rame” si è lasciata guardare in tutta la sua magnificenza e addirittura si è fatta accarezzare dai nostri bambini.

Col medesimo entusiasmo, gli stessi alunni, accompagnati dai genitori, hanno assistito nella domenica precedente, presso il teatro Tatà di Taranto, allo spettacolo che prende il nome dal libro sopracitato portato in scena dalla Compagnia del Buratto di Milano e che racconta, con la magia del teatro su nero, la storia in cui la metafora del mondo animale aiuta ad affrontare con la giusta leggerezza, ma con profondità, temi importanti come quelli della diversità, della disabilità e dell’importanza di essere accolti, accettati e desiderati, nonostante una fisicità diversa o un’abilità diversa rispetto a quelle ritenute “normali”.

“Ottorino/Becco di Rame” ha fatto della sua “diversità” un punto di forza. Da quella apparente “minorazione” ha saputo infatti ripartire, perfino più forte e sicuro di sé: un grande insegnamento di vita e poco importa se a darcelo è un’oca!



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