13/04/2019 13:00:15 - Manduria - Attualità

«Non possiamo allacciarci alla rete idrica poiché l’AQP rivendica dal Comune il versamento di alcune somme previste per quest’intervento»

 

A protestare sono alcune famiglie proprietarie di immobili nel centro storico di Manduria e, più precisamente, in via Senatore Giacomo Lacaita e in Vico I Omodei.

«E’ l’ennesimo caso di mala gestione della “cosa pubblica” e di una “vera e propria negazione dei diritti di base” del cittadino manduriano da parte della Amministrazione comunale» è riportato in una nota a firma di Emilio Brunetti e Simone Depasquale, portavoce dei disagi di tutti i residenti. «Orbene, da circa un anno le due vie suddette sono state interessate dalla posa in opera delle tubazioni di acqua e fogna nonché, da ultimo, da lavori di pavimentazione delle stesse.

Il che è ovviamente una cosa più che positiva (anche se frutto anch’essi di innumerevoli anni di attesa e richieste) se non fosse altro che da oltre un anno, nessuna delle abitazioni delle predette vie può richiedere l’allaccio sia alla fogna che, ancor peggio, al quel bene fondamentale che è l’acqua!

E tutto questo solo perché, a detta dei locali uffici dell’AQP, il Comune di Manduria non versa, alla stessa AQP, le ordinarie somme previste affinché quest’ultima provveda all’allaccio definitivo (ed al relativo collaudo). Richiesta che, si precisa, l’Acquedotto Pugliese avrebbe già avanzato sin dall’aprile del 2018!

Si precisa, inoltre, che le somme sarebbero di poche centinaia di euro per ognuna delle vie!

Pertanto, dopo aver speso decine e decine di migliaia di euro dei contribuenti per realizzare scavi, pose in opera di tubazioni di acqua e fogna, nonché di pavimentazione, nessuna delle abitazioni interessate può richiedere il tanto agognato allaccio perché, il Comune di Manduria non provvede a versare da più di anno queste somme!

Con il rischio, a detta sempre degli uffici AQP, che la pratica venga chiusa e che la stessa debba essere ripresa nuovamente sin dall’inizio.

Inutile dirle che più volte ci siamo rivolti agli uffici comunali e, da ultimo, si è provveduto anche all’invio di una intimazione/messa in mora tramite pec senza, però, ricevere alcuna risposta.

In definitiva, abitazioni del nostro bellissimo centro storico che restano abbandonate in attesa di una ristrutturazione che potrebbe essere intrapresa e/o terminata solo dopo la certezza di un allaccio a tali servizi essenziali e, ancor peggio, famiglie che continuano a doversi “arrangiare” in attesa che il palazzo rivolga il suo sguardo benevolo a noi poveri cittadini».




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