08/07/2019 07:58:06 - Manduria - Attualità

Dopo la perizia del medico legale, è scattata anche la contestazione di «morte a seguito di tortura», che in caso di condanna si tradurrebbe in vent’anni di carcere

Per molti l’accusa ora è più grave. Dopo la perizia del medico legale, è scattata anche la contestazione di «morte a seguito di tortura», che in caso di condanna si tradurrebbe in vent’anni di carcere, ma non cambiano le versioni degli indagati, maggiorenni e minorenni, coinvolti negli assalti contro Antonio Cosimo Stano, il pensionato di 66 anni affetto da disagio mentale, per anni vittima di aggressioni da parte di diverse bande di ragazzini a Manduria e morto alcuni giorni dopo il ricovero. Due maggiorenni e tredici minorenni coinvolti nell’inchiesta, alcuni dei quali sottoposti a misura cautelare in carcere e nel penitenziario minorile di Bari, sono stati nuovamente ascoltati ieri dai magistrati proprio alla luce della nuova contestazione. Gli interrogatori al tribunale dei minori si sono conclusi ma nessun nuovo particolare è emerso dalle versioni rese ai magistrati. Uno dei maggiorenni, difeso dall’avvocato Gaetano Vitale, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Un altro, difeso dagli avvocati Armando Pasanisi e Franz Pesare, ha confermato quanto già dichiarato al gip, prendendo le distanze da una delle aggressioni filmate.

«Eravamo usciti per una pizza, mentre stavamo per salire in auto lo hanno aggredito ma io mi sono tenuto a distanza», ha riferito. Si è limitato a dire che non stava meditando la fuga all’estero, il terzo maggiorenne coinvolto nei video ripresi nel periodo di Carnevale, in cui si vedono aggressioni in casa di Stano anche con delle mazze. Tra i minori c’è chi è rimasto in silenzio, chi ha ammesso di aver preso le distanze non appena intuito che non si trattava di semplici scherzi di carnevale ma di azioni violente, è il caso di due minorenni difesi dall’avvocato Daniele Capogrosso e chi ha preso del tutto le distanze

dalle contestazioni. Dalle chat e dai video estrapolati dai telefoni degli indagati è venuto fuori il pestaggio ai danni di un’al -

tra vittima disabile, Fiorello Stano, preso a calci e pugni fino a perdere tre denti. Si indaga ancora per chiarire se ci sono state

omissioni tra le persone vicine a Stano e se qualcuno ha cercato di sviare le indagini.



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