25/08/2019 08:58:30 - Manduria - Attualità

Andrà in onda dal 2 al 13 settembre su Rai Tre. E’ un racconto toccante, un viaggio umano di riscatto, di recupero della propria identità e della vita sociale

“Boez  - Andiamo via” è una docu-serie che racconta il viaggio a piedi di sei ragazzi che hanno, alle spalle, condanne per aver infranto la legge. Con scarponi ai piedi e zaino in spalla, il gruppo intraprende un cammino che parte da Roma per arrivare a Santa Maria di Leuca. Venti chilometri al giorno, con uno zaino che pesava 15 kg. Questo viaggio (oltre 900 km lungo la via Francigena), sperimentato per la prima volta in Belgio, narra le storie di speranza e di rinascita dei sei ragazzi.

«Sono stati i Servizi Sociali a indicare alla produzione alcuni nomi» racconta Francesco Dinoi, manduriano d’origine ma qualche tempo residente a Roma. «E’ seguita la selezione, al termine della quale sono stato scelto io e altri cinque ragazzi. Di questi, altri due sono pugliesi: uno barese e uno leccese».

I protagonisti hanno affrontato sessanta giorni di notevole impegno fisico, di regole da seguire, di apprendimento di nuove modalità di relazione; sessanta giorni di riflessioni sul passato, di ricordi ed emozioni.

«Cosa è stato più pesante? La fatica l’abbiamo avvertita solo nei primi due-tre giorni. Maggiori difficoltà le abbiamo trovate nel rinvangare nel passato, nell’aprirci e nel cercare di trovare delle risposte ai tanti “perché?”».

Quello di Francesco è stato un passato estremamente difficile. Nella crescita ha pesato la figura del padre: tanti e gravi i suoi problemi con la giustizia e, poi, il tragico epilogo del suicidio in carcere.

«Papà l’ho visto rarissime volte» ricorda Francesco. «Forse due o tre. Io vivevo con la nonna e con gli zii. Quanto hanno influito nella mia crescita i suoi problemi con la giustizia? Sicuramente non mi hanno facilitato la vita, ma io ci ho messo anche del mio…».

Anche Francesco ha conosciuto il carcere. Ma, ora, quelle sono solo delle brutte parentesi, definitivamente chiuse. La rinascita è possibile anche quando sembra non esserci via di uscita.

«Questa esperienza mi ha sicuramente aiutato. Durante il cammino, abbiamo avuto alti e bassi. Avevamo con noi, però, un’educatrice, che ci è stata sempre vicina e ci ha enormemente aiutati. Il mio presente e il mio futuro? Io ho un lavoro e una mia casa in fitto a Roma. Ho lasciato alle spalle quei periodi bui della mia vita e mi sono rimesso in carreggiata. Sono però ancora seguito dai Servizi Sociali e non godo di tutte le libertà. Sono alla ricerca di un lavoro ancora migliore. La tv? No, non ho alcuna aspirazione a restare in questo mondo».

Per lui è iniziata una nuova vita, ricca di speranza e di fiducia nel futuro.

LA TRASMISSIONE - «“Boez” è un racconto toccante, un viaggio umano di riscatto, di recupero della propria identità e della vita sociale».

Stefano Coletta, direttore di Rai3, descrive la innovativa e sperimentale docu-serie che andrà in onda dal 2 al 13 settembre. Dieci puntate in due settimane, dal lunedì al venerdì, alle 20,20.

«Un gruppo di esistenze giovani che sono andate in corto circuito, che si sono perdute e che si incontrano lungo un percorso comune, metafora di un viaggio di redenzione, fatto di autenticità, di rielaborazioni dolorose ma anche coraggiose fino alla rinascita di una vita nuova» aggiunge il direttore Coletta. «È un prodotto di Rai Fiction che ben si sposa con l’identità e la mission del terzo canale, che fa della narrazione e dell’impegno civile la sua bandiera. Sono molto fiero di dare spazio a questa nuova sperimentazione televisiva che si fonda sulla verità».

Prodotta da Rai Fiction e Stemal Entertainment, racconta il viaggio a piedi di sei ragazzi condannati per aver infranto la legge e in regime di detenzione, interna ed esterna. Un viaggio/pellegrinaggio che sperimenta il cammino come dispositivo di recupero, una pena alternativa già praticata in altri paesi europei e che abbatte le percentuali di recidiva. La docu-serie vuol essere l’occasione per esplorare e verificare in modo concreto l’ipotesi di inserire il cammino come strumento di riscatto e pratica possibile.

Le prime tre puntate di “Boez” sono state presentate, in anteprima, al “Giffoni Festival”, alla presenza del Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede.

«Un vero colpo al cuore, giusto dare una seconda possibilità a chi ha sbagliato» il suo commento.



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