domenica 29 marzo 2020

24/03/2020 12:58:03 - Manduria - Attualità

Pubblicata una scheda sul fico domestico

 

Un percorso formativo a distanza, attraverso la rete, per illustrare l’immenso patrimonio ambientale delle Riserve Naturali del litorale tarantino orientale.

«Insieme ad altri esperti delle Riserve Naturali, che compongono lo staff scientifico, abbiamo pensato di approfittare del momento per fare un pò di formazione e informazione» rende noto Alessandro Mariggiò, direttore delle Riserve Naturali. «Due-tre volte a settimana postiamo delle peculiarità floristiche o faunistiche delle Riserve Naturali per dare a tutti la possibilità di ri-scoprire presto, dal vivo, la biodiversità dell’area protetta e alcune sue curiosità.

Questo vuole essere un modo per osservare e apprezzare da “una finestra” privilegiata la bellezza che ci aspetta quando la fase emergenziale sarà terminata».

Pur restando a casa nel rispetto delle prescrizioni ministeriali, Alessandro Mariggio, con l’aiuto del dott. Patrizio Fontana, del dott. Guido Palma e del dott. Pasquale Venerito, offrirà a tutti gli internauti che vorranno seguire la pagina facebook delle Riserve Naturali dei focus sulla biodiversità.

«Abbiamo iniziato dall’orto botanico regionale denominato “pOrto Marina”, che è adiacente la Casa del Parco - Masseria Marina» prosegue Alessandro Mariggiò. «In quest’orto si trova, fra le tantissime essenze, anche il fico domestico».

“Si tratta di un albero caratteristico del Mediterraneo” si legge in una delle prime schede pubblicate. “Originario dell’Asia Minore, Plinio narra che ai suoi tempi era già venerato come l’albero alla cui ombra Romolo e Remo furono allattati dalla lupa, ma esistono documenti che riferiscono della sua coltivazione già ai tempi dell’antico Egitto, tra il 1.500 e il 4.200 a.C.

Elemento tipico del paesaggio agrario del basso Salento, si distinguono le varietà unifere (in grado di produrre solo fichi estivo-autunnali) e bifere (capaci di produrre anche fioroni primaverili), più rare le trifere. Esistono oltre 150 varietà di fichi ma i più diffusi sono il nero, il viola ed il verde, quest’ultimo più succoso e dalla buccia sottile. La rottura dei rami, il distacco del frutto o delle foglie con la pianta in vegetazione, provoca la fuoriuscita di una linfa lattiginosa e lievemente irritante”.

Nell’orto botanico “pOrto Marina” sono presenti 120 piante di fico, di ben 40 varietà diverse tra cui “dottato, cavaliere, morettina, fracazzana, turca, natale, marangiana, minuncedda, San Lorenzo, paradiso, coluccia”.



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