domenica 31 maggio 2020

15/05/2020 10:30:25 - Manduria - AttualitÓ

L’elaborato della studentessa Maria Moscogiuri (I. C. Prudenzano) al termine della video intervista a Ivan Cottini

Nel nostro percorso di giornalismo, abbiamo avuto anche l’onore di intervistare Ivan Cottini, un ballerino affetto dalla sclerosi multipla.

Grazie a questo incontro ho capito che si può essere speciali anche se la malattia condiziona la tua vita

L’Ivan bambino non sognava di fare il ballerino, ma da grande voleva diventare un poliziotto. Sicuramente non avrà immaginato dell’arrivo di una malattia così invalidante. All’età in cui frequentava l’istituto superiore, poi, è diventato un modello.

La vita ti riserva sempre delle sorprese, non sempre positive. Quando aveva ormai compiuto i 23 anni, una mattina si è svegliato accusando problemi alla vista. Poiché aveva anche difficoltà a muoversi, ha deciso di recarsi in ospedale. I sanitari gli hanno diagnosticato la terribile malattia. Il contraccolpo psicologico è stato duro: Ivan non voleva più saperne di andare avanti e iniziò a rifiutare il cibo.

Ma poi, meditando, capì che, anche convivendo con quella malattia, lui era speciale e decise che avrebbe dovuto riscrivere una nuova storia: la sua.

Tutto cambiò. La sua fidanzata lo lasciò dopo la diagnosi, ma Ivan non si fece abbattere più da niente, «perché la vita è una e dobbiamo viverla con o senza malattie, la diversità è bella» ci ha detto.

La malattia gli ha fatto scoprire la sua più grande passione: il ballo. La sua forza d’animo l’ha fatto diventare un simbolo. Ha partecipato a molte trasmissione in TV, ma ci ha detto che secondo lui la televisione blocca i sentimenti. Quest’anno è arrivata una chiamata inaspettata. Amadeus lo ha invitato a partecipare al Festival di Sanremo.

Ci ha spiegato che lui ha ritmi precisi, dettati dagli orari della fisioterapia e che non può fare viaggi, ma il Festival di Sanremo era un’occasione speciale ed è rimasto lontano da casa addirittura per tre giorni.

Per lui il ballo ora è diventato la medicina più potente contro la malattia.

«Se non avessi iniziato a ballare non so che fine avrei fatto».

Ora ha una famiglia e anche una figlia: Viola.

«Viola ha colorato il mondo, ha cambiato tutto e io ora farò di tutto per darle tutto quello di cui ha bisogno; la malattia non mi sottrarrà mai dal dovere di padre…».

Durante questa intervista abbiamo visto la bontà e la forza di una persona che non si è fatta abbattere neppure da una malattia, che va avanti e che vuole diffondere la bellezza della diversità, vuole gridare a tutte le persone che sono nella sua stessa situazione che si può essere felici lo stesso come lo è lui.

La malattia lo porterà presto a non poter più ballare, ma rimarrà un simbolo per tutti.

Ogni cosa che a noi sembra semplice e normale, come viaggiare, per lui è speciale. E questo fa comprendere anche la semplicità di Ivan. È veramente speciale e lo ringrazio per aver avuto l’opportunità di parlare con lui.

 

Maria Moscogiuri

Scuola secondaria di I Grado

Istituto comprensivo “Prudenzano”

Manduria




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