mercoledì 15 luglio 2020

22/06/2020 10:40:34 - Manduria - Attualità

Ad intervenire sul futuro dell’ospedale manduriano, nell’era Covid 19, è la coalizione “Pecoraro sindaco per Manduria”

«L’ospedale “Giannuzzi” di Manduria versa in pessime condizioni. E’ come una pianta a cui deliberatamente si è scelto di non dare più acqua per farla seccare. Occorre un serio piano di rilancio dell’unità ospedaliera».

Ad intervenire sul futuro dell’ospedale manduriano, nell’era Covid 19, è la coalizione “Pecoraro sindaco per Manduria”.

«La realtà dell’ospedale “Marianna Giannuzzi” appare drammaticamente al collasso» si legge in una nota della coalizione. «Difficile è l’approvvigionamento di farmaci e di presidi sanitari da parte dei vari reparti, difficile è la manutenzione delle apparecchiature e della strumentazione sanitaria. Diviene inevitabile l’insicurezza sul posto di lavoro e i rischi per i pazienti e per gli operatori sono elevati. Molti medici, sottoposti a turni di lavoro estenuanti, hanno preferito licenziarsi per approdare ad altre realtà lavorative. La Cardiologia, la Rianimazione, la Radiologia e il Pronto Soccorso non hanno medici sufficienti a garantire turni di lavoro nelle 24 ore. L’opera di smantellamento e di depotenziamento dell’ospedale è sotto gli occhi di tutti e appare oggi il frutto di una volontà politica che è iniziata circa 10 anni fa.

L’ultimo piano regionale di riordino della rete ospedaliera ha inferto un ennesimo colpo, sentenziando il declassamento del “Giannuzzi” ad ospedale di base con la perdita dell’UTIC, della Ginecologia con l’Ostetricia e della Pediatria con il Nido. Inoltre, tale piano sanitario regionale, redatto in conformità alle direttive del DM 70/2015, stabilisce un numero minimo di posti letto per acuti molto più basso rispetto ad altre realtà europee, senza la certezza di una alternativa di cura territoriale. Tale contrazione di posti letto mina alle fondamenta la qualità dell’offerta sanitaria. La dimensione di un ospedale è molto importante perché concorre a determinare la capacità di erogare in modo ottimale (efficiente ed efficace) le risorse destinate. L’alta densità, inoltre, di posti letto  facilità l’acquisizione di esperienza derivante dalla varietà e dal “peso” dei casi clinici trattati».

Il decreto ‘Rilancio’ prevede, fra l’altro, una risistemazione della rete ospedaliera in funzione di una possibile nuova ondata epidemica di Sars Covid-19, puntando ad un incremento dei posti letto di Terapia Intensiva e all’individuazione di aree e percorsi distinti per il “Covid”, salvaguardando altre aree di intervento, al fine di non depotenziare l’offerta sanitaria dedicata alle altre patologie. Un’occasione per il “Giannuzzi”?

«Il decreto “Rilancio” e forse anche i fondi del MES potrebbero fornire l’occasione di una correzione di rotta che deve necessariamente prevedere questi passaggi: 1) bandire qualsiasi progetto palese o subdolo di chiusura dell’ospedale ‘M. Giannuzzi’ di Manduria o di semplice riconversione, che miri unicamente ad una indiscriminata contrazione di personale medico ed infermieristico; 2) tracciare e rendere pubblico un profilo sanitario della popolazione, analizzandone i fattori epidemiologici, l’età anagrafica, la mappa dei rischi e i bisogni di salute dei residenti, i flussi di accesso alle strutture o quelli della migrazione sanitaria.

La coalizione del candidato sindaco Gregorio Pecoraro, al cui progetto collaborano anche medici e operatori sanitari, è convinta dell’assoluta centralità dell’ospedale “M. Giannuzzi” come presidio sanitario al servizio della comunità manduriana e dei comuni limitrofi. In tal senso, si impegnerà con tutte le forze a promuovere nelle sedi istituzionali competenti un piano di rilancio dell’ospedale, a tutela della salute dei cittadini e dei posti di lavoro necessari per l’erogazione efficiente del servizio ospedaliero».




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