lunedì 23 novembre 2020

19/11/2020 09:17:21 - Manduria - Attualità

Serve maggiore senso di responsabilità da parte di tutti e sicuramente altre misure più rigide: perché non chiudere le scuole?

L’ultimo report della Prefettura sui casi di contagio nell’area orientale della provincia è da brividi: 104 positivi a Manduria, 24 a Maruggio, circa 25 a Sava e a Lizzano, una quarantina a San Marzano, 11 ad Avetrana, 4 a Torricella. Negli ultimi giorni, poi, si sono registrati 3 decessi: uno a Manduria, uno a Maruggio e uno a Lizzano.

Casi di contagio si sono verificati in una scuola di Sava, in una di Maruggio e in tre di Manduria. Un caso sospetto (al momento si parla solo di isolamento fiduciario) vi sarebbe stato anche ad Avetrana. Un po’ a turno, dunque, le scuole interessate chiudono per poter consentire la sanificazione di tutti gli ambienti. Solo grazie all’impegno e alla disponibilità dei Vigili del Fuoco di Manduria, è stato possibile sanificare tutti gli ambienti delle scuole dell’obbligo manduriane: interventi sono stati eseguiti al plesso “Borsellino” del comprensivo “Don Bosco”, a tutti i plessi dell’istituto comprensivo “Michele Greco” (domenica scorsa è stato effettuato l’ultimo intervento) e ai due plessi del comprensivo “Francesco Prudenzano”. Anche per le scuole di Avetrana il sindaco Antonio Minò ha disposto una chiusura prudenziale: i plessi dell’istituto comprensivo di Avetrana sono chiusi sino ad oggi.

A Manduria, poi, si vocifera della positività di un altro medico di base (due furono contagiati nella scorsa primavera). Sempre nel settore della sanità, altri casi si sono verificati, poco meno di due settimane fa, negli ambienti del “Giannuzzi”, nosocomio, peraltro, che da qualche giorno è stato trasformato in ospedale Covid.

Centinaia di persone di quest’area, altresì, sono in isolamento fiduciario: molte di loro attendono di sottoporsi a tampone.

L’unica consolazione in questo quadro a tinte fosche è la consistente percentuale di positivi asintomatici nei vari centri dell’area orientale della provincia.

Sono insomma giorni che stanno mettendo a dura prova le comunità, anche se, andando in giro, si direbbe che tanta gente sta sottovalutando il colpo di coda della pandemia: si passeggia tranquillamente, in molti, sia ragazzi che adulti, senza mascherina oppure con la mascherina al collo.

È necessario rispettare meticolosamente le misure anti Covid e al contempo rispettare sotto ogni aspetto i protocolli sanitari che ai vari livelli indicano i provvedimenti da adottare. Forse, altresì, bisognerebbe iniziare ad applicare, sulla scorta di una valutazione complessiva del quadro epidemiologico e in adesione ai protocolli sanitari vigenti, in accordo con tutti gli organismi preposti, misure più rigide rispetto a quelle attuali, che sembrano molto blande. Un po’ come sta accadendo in altre città, anche pugliesi, bisognerebbe anticipare il “coprifuoco” e, con esso, anche la chiusura dei negozi.

In attesa che termini il conflitto fra Ministero e Regione, infine, occorrerebbe una valutazione oggettiva sull’opportunità di proseguire con la didattica in presenza nelle scuole: i sindaci dei Comuni dell’area orientale della provincia stanno valutando questa opportunità.




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