lunedý 06 dicembre 2021

04/02/2021 08:37:22 - Salento - Cultura

Una cittadina con un ricco patrimonio architettonico tanto da essere nominata come meta imperdibile durante una vacanza in Puglia da una famosa rivista americana

Questa settimana vi voglio portare in un paese non grandissimo, a pochi chilometri da Lecce e nel mezzo della pianura salentina. Una cittadina con un ricco patrimonio architettonico tanto da essere nominata come meta imperdibile durante una vacanza in Puglia da una famosa rivista americana. Il posto di cui vi sto parlando è Galatina. Siete pronti? Seguitemi.

Arrivati in centro e dopo aver parcheggiato mi sono incamminata verso il borgo storico al quale si può accedere dalla porta San Pietro  o dalla piazza antistante la chiesa  di San Pietro e Paolo in stile barocco realizzata in pietra leccese con al  suo interno affreschi che narrano episodi di  vita dell’apostolo Pietro.

In realtà di porte d'accesso ve ne sono altre due, Porta Luce e Porta Capuccini, costruite durante il domino di Raimondo (detto Raimondello) Orsini Del Balzo, che la cinse di mura. La storia racconta che durante il dominio dell’Orsini Del Balzo Galatina ebbe un periodo di ricchezza ed espansione tanto che nel 1400 divenne uno dei maggiori centri del territorio.

Il centro storico di Galatina è ricco di case d’epoca spesso a corte il cui ingresso è adornato da fregi o stemmi familiari.

Ma la verità è che son venuta qui per ammirare la cattedrale di Santa Caterina d'Alessandria, oggi Monumento Nazionale e che per la vastità degli affreschi  è seconda solo alla Basilica di San Francesco d'Assisi.

Fu fatta costruire da Raimondello Orsini nel 1381 e al suo interno vi è la reliquia di Sant'Agata "rubata" dallo stesso durante un pellegrinaggio con fare astuto: morse il dito imbalsamato che trattenne in bocca per tutto il tempo pur di non essere scoperto.

In stile romanico esternamente e gotico all'interno è un capolavoro indescrivibile. I dipinti furono  realizzati da  artisti di scuola giottesca e rappresentano l'Apocalisse, la Genesi, l'Annunciazione, la Creazione, scene del Battesimo di Cristo. L'impressione è quella che attraverso questi dipinti si volesse far arrivare un messaggio cristiano ai tanti analfabeti dell'epoca. I colori abilmente accostati danno quasi un effetto tridimensionale.

Dalla cattedrale si ritorna quasi a concludere un cerchio in piazza San Pietro e passeggiando lungo Via Vittorio Emanuele II  si può ammirare la torre dell’orologio edificata nel 1861 dopo l’Unità d’Italia, dedicata a Vittorio Emanuele II, ed ora sede dell’ufficio turistico.

Non c’è Salento senza la pietra gialla leccese,  non c’è Salento senza il barocco che ricama le facciate delle chiese e dei palazzi, non c’è Salento senza il cielo blu, non c’è Salento senza il pasticciotto che pare affondi qui le sue origini come  è anche qui a Galatina che è nata la pizzica il ballo collegato al morso della Taranta.

Il 28 29 e 30 giugno di ogni anno, durante la festa di San Pietro e Paolo, si svolge il tradizionale rito delle tarantolate che rievoca lo stato di agitazione e confusione delle donne dopo il morso del ragno e a suon di tamburelli e danze cercavano di liberarsi dal veleno fino allo sfinimento.

A conclusione del giro ovviamente non ho potuto esimermi dal mangiare un buon pasticiotto!







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