mercoledì 18 maggio 2022

02/12/2021 10:47:04 - Manduria - Attualità

Il presidente della Commissione, Agostino Capogrosso, riepiloga tutto l’iter burocratico sinora svolta

 

Sopralzo della discarica: oggi si riunisce la quarta Commissione consiliare per approvare il documento che sarà inviato e a tutti gli altri enti competenti in materia (insieme al documento tecnico, ovvero quello predisposto dall’Ufficio tecnico per rispondere sul piano urbanistico al progetto di Manduriambiente), attraverso il quale si motiva il parere negativo del Comune di Manduria al rilascio della concessione.

Il presidente della quarta Commissione, Agostino Capogrosso, riepiloga le tappe fondamentali dell’iter burocratico sin qui svolto inerenti il progetto in esame.

«Il 20 maggio del 2021 è avvenuta la presentazione alla Regione Puglia della istanza finalizzata alla modifica non sostanziale da parte di Manduriambiente» ricorda il consigliere comunale Agostino Capogrosso. «Il 22 settembre è stato avviato il procedimento da parte della Regione Puglia.

Quindi il 9 novembre l’Ufficio tecnico del Comune di Manduria ha inviato il proprio parere (solo sul piano urbanistico, con richiesta di integrazioni al progetto), alla Regione Puglia (Autorità Competente AIA) e, nella stessa giornata, è stato inviato anche il parere dell’ARPA alla

Regione Puglia. Arpa si riserva, sostanzialmente, di esprimere il proprio parere solo dopo aver conosciuto quello della Provincia in materia di VIA. Parere della Provincia che, in quella data, non era ancora pervenuto.

Il CDS della Regione, pertanto, sino al 9 novembre ha valutato solo il parere del Comune di Manduria. Ma, a partire da quella data, sia l’ARPA, sua la Provincia di Taranto (che si deve esprimere riguardo sia al progetto che all’attivazione delle procedure di VIA), sia Manduriambiente (chiamata a rispondere alle richieste di integrazione formulate dal Comune di Manduria), hanno avuto a disposizione 10 giorni per far pervenire le proprie posizioni.

Manduriambiente le ha notificate in data 25 novembre. A far testo da quel giorno, il Comune di Manduria ha a disposizione altri 10 giorni per replicare ulteriormente alla società proponente il progetto di ampliamento della discarica, inviando in Regione la propria risposta sul piano tecnico/urbanistico alle controdeduzioni di Manduriambiente. Questa risposta verrà accompagnata dal documento della Commissione consiliare, che sarà approvato oggi».

Documento che vi proponiamo integralmente e che dovrebbe essere licenziato, può darsi con qualche modifica, nella giornata odierne.

«La presente al fine di rappresentare agli esponenti regionali nonché agli Enti in indirizzo le considerazioni di questa amministrazione in merito alla procedura di aggiornamento dell'A.I.A. D.D. n. 59/2013 per modifica non sostanziale (D.D. n. 169 del 30/9/2016) nonché in relazione all'istanza per “l’ampliamento in sopraelevazione della discarica esistente per una volumetria lorda aggiuntiva pari a 400.000 mc”.

Come è noto sul territorio del comune di Manduria insistono ben tre "discariche", di cui due in piena attività ed una in fase di completamento della messa in sicurezza permanente (MISP), tutte ubicate lungo il versante orientale della città.

La più importante per il notevole quantitativo di rifiuti trattato e per essere diventata, nel corso degli anni, una delle più utilizzate piattaforme di conferimento da tutti i comuni pugliesi è la discarica Manduriambiente ubicata in località “La Chianca” dal lontano 2001.

La piattaforma di smaltimento di rifiuti Manduriambiente, originariamente destinataria dei rifiuti di diciassette comuni dell'area tarantina rientranti nel bacino di utenza TA/3, è successivamente divenuta destinataria di provvedimenti adottati dalla Regione e dall'AGER e volti a convogliare i rifiuti delle altre provincie pugliesi come Brindisi e Lecce e, nel 2020, finanche della Regione Calabria durante il periodo di emergenza rifiuti.

Nella stessa zona è presente anche un altro impianto, di proprietà della soc. EDEN 94, che gestisce

la parte organica dei rifiuti con la produzione di compost di qualità ed una capacità di trattamento dei rifiuti pari a circa 30.000 tonn/anno.

A distanza 3i pochi metri si è autorizzato e oggi si intendono autorizzare le modifiche per un impianto identico in tutto, anche nella capacità di trattamento dei rifiuti.

Questa comunità, che da troppo tempo sta pagando un prezzo troppo alto a causa del deficit impiantistico regionale sacrificando la salubrità dell'aria e dei cittadini, non intende supinamente subire le decisioni di altri enti soprattutto ove queste non siano in linea con le previsioni normative come emerge dall'allegata nota con la quale l'ufficio ambiente ha contro dedotto rispetto alle integrazioni fornite da Manduriambiente s.p.a. in relazione alla conferenza di servizi asincrona del 09/11/2021 ed in riscontro alla nota regionale n. 16138 del 09/11/2021.

E' proprio in ragione di ciò che tra l'altro l'esecutivo ha già segnalato alle Autorità giudiziali competenti la costante ed atavica presenza di miasmi olfattivi molesti concentrati lungo il versante orientale del territorio.

Inoltre è di questi giorni la notizia che è stato avviato il procedimento di VIA riguardante la istanza di sopraelevazione del sito finalizzata a contenere una maggiore quantità di rifiuti autorizzato alla società che gestisce la discarica nel 2017.

A tal proposito, indipendentemente dal difetto di competenza, giusto nota della Regione Puglia relativa ex art. 27-bis del D.Lgs n. 152/2006 (ID_VIA 706), si fa presente che, ai sensi dell'art. 3 della revisione dell'atto di Concessione amministrativa sottoscritta tra Comune di Manduria e Manduriambiente s.p.a., "la durata della Concessione è collegata all'esaurimento della capacità volumetrica disponibile della discarica di servizio, oggi pari a mc 388.000 di rifiuti, ulteriori a quelli già abbancati, da intendersi come ricolmo alla quota indicata nel progetto tecnico approvato dalla Regione Puglia e da computarsi esclusivamente ad assestamento definitivo avvenuto al fine del periodo di post gestione della discarica".

Se si dovesse autorizzare un ulteriore sopralzo con aumento della capacità della discarica, si avrebbe una Concessione all'infinito senza un termine di efficacia della Concessione.

La realizzazione dell'ulteriore intervento è tale, ancora una volta, da compromettere in maniera irreversibile il territorio interessato dalla discarica pregiudicandone oltre gli aspetti naturalistici anche quelli economici connessi alle colture e pascoli presenti sull'area nonché il territorio e la qualità di vita dei suoi abitanti.

 

A comprova di ciò, per gli interventi già realizzati, si segnalano gli esiti dei controlli campione effettuati da ARPA sulle acque sotterranee (i cosiddetti pozzi spia ubicati nella zona in questione) dai quali è emersa la presenza di materiali inquinanti la falda acquifera (Manganese, cianuri liberi, ferro, nitriti ecc.) ed a causa dei quali l'Asl ha invitato l'Ente ad adottare idoneo provvedimento di inibizione dell'emungimento e utilizzo per uso umano e irriguo.

Alla luce delle considerazioni sopra esposte e delle modifiche strutturali che la discarica autorizzata nel 2013 ha subito nel tempo, nonché degli effetti sul territorio che il largo uso ed abuso della discarica hanno comportato unitamente alla presenza di un altro impianto limitrofo (EDEN 94), recentemente ampliato e nel quale si opera già il compostaggio, si chiede agli Enti in indirizzo, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze, di operare una nuova valutazione dell'impatto che la piattaforma determina sull'ambiente circostante, intendendo come tale il territorio e le popolazioni che occupano le zone interessate poiché la realizzazione del nuovo impianto di compostaggio e l'ulteriore ampliamento della discarica aggraverebbero le già precarie condizioni ambientali e sanitarie di una comunità che conta una altissima percentuale di malati oncologici».







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