venerdì 01 luglio 2022

12/03/2022 10:13:31 - Manduria - Attualità

Il gruppo GEA: «L’approvazione in giunta e, poi, nel massimo consesso elettivo darebbe più forza e valenza politica al documento e ai pareri in esso contenuti»

Il progetto di un parco eolico, costituito da 22 aerogeneratori da 6 MW e con una potenza complessiva di 132 MW (comprensivo di un impianto di storage da 50 MW), da realizzare nei comuni di Erchie, Manduria, Sava, Maruggio e Torricella, crea frizioni e polemiche fra maggioranza e opposizione.

Il percorso, che vedeva tutti i gruppi consiliari contrari al progetto, è stato lineare sino alla scorsa settimana.

«Nella riunione congiunta della II e IV Commissione del 4 marzo scorso, tutti i presenti (consiglieri di maggioranza e di minoranza) erano d’accordo nel licenziare un documento che contenesse il parere urbanistico fornito dall’Ufficio Tecnico Comunale e quello della Commissione congiunta Urbanistica ed Ecologia, tutti contrari alla realizzazione del parco eolico» afferma Gregorio Perrucci, consigliere comunale di GEA. «Si era anche d’accordo nel chiedere alla giunta e al Consiglio comunale di approvare il documento prima del 19 marzo, termine ultimo per presentare le osservazioni».

Nella seduta congiunta di giovedì scorso i consiglieri di maggioranza cambiano, improvvisamente, posizione.

«Il problema in Commissione congiunta non è nato sui contenuti» aggiunge Gregorio Perrucci, «ma sul dietro front della maggioranza in merito alla richiesta di chiedere al Consiglio comunale di approvarlo prima del 19 marzo, come invece deciso all'unanimità nella seduta precedente del 4 marzo».

Facile intuire l’importanza di questo passaggio.

«Portare il documento in Consiglio comunale e farlo uscire come delibera di Consiglio, per poi inviarlo al MITE entro la scadenza prevista dei 30 gg., servirebbe certamente a dare più forza e valenza al documento e ai pareri in esso contenuti» rimarca Pasquale Pesare, consigliere comunale di GEA.

Questa situazione ha generato polemiche e qualche interrogativo.

«Perché i consiglieri comunali di maggioranza delle due Commissioni hanno cambiato improvvisamente opinione?» si chiede il consigliere comunale Gregorio Perrucci. «Se siamo tutti d’accordo nell’esprimere il parere negativo al progetto, perché non prevedere il passaggio in giunta e poi in Consiglio comunale, per dare una valenza politica al documento? Chiunque comprende come il valore del documento approvato dalle sole Commissioni è certamente inferiore ad un voto unanime espresso dall’intero Consiglio comunale, che rappresenta tutta la città».

In tal modo, viene anche sminuito l’operato delle Commissioni.

«Il nostro lavoro viene vanificato» fa notare il consigliere Pasquale Pesare. «Le Commissioni, in tal modo, non hanno più motivo di esistere».

Agostino Capogrosso, presidente della IV Commissione, illustra infine le ragioni del dissenso, condivise da tutti i componenti di maggioranza e minoranza delle due commissioni, nella seduta del 10 marzo u.s..

«Le Commissioni consiliari permanenti, Urbanistica ed Ecologia (II e IV Commissione), riunitesi in sedute congiunte, preso atto della relazione fornita dall’UTC, hanno espresso le seguenti osservazioni.

Il territorio di Manduria ha da sempre una forte vocazione agricola, ambientale e storica per la presenza di produzioni agricole di eccellenza e di importanti siti archeologici e aree naturali protette di rilevanza nazionale.

La realizzazione di un parco eolico di questa portata porterebbe una modifica sostanziale del paesaggio con inevitabili e tangibili ripercussioni negative sul territorio, sull'ecosistema e la fauna, sulla cultura e la bellezza del territorio stesso per l’impatto visivo che inevitabilmente, si ripercuoterebbe sul patrimonio culturale, archeologico e turistico.

Si è assolutamente consapevoli della necessità di incrementare la produzione e l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili come anche del risparmio in termini di tonnellate di CO2 che ne deriva e in linea di principio si è a favore delle stesse, come di ogni nuova possibilità di approvvigionamento energetico, purché rispettosi dell'ambiente e del paesaggio e purché la loro collocazione non sfregi o deturpi il territorio con impatti negativi a danno di tutti, e benefici solo a vantaggio del privato proponente.

Occorre tutelare e far valere i diritti e gli interessi della comunità locale e del territorio, considerato che, precedenti interventi ad elevato impatto ambientale, hanno già inciso e trasformato in maniera irreversibile il territorio comunale stesso».

Il presidente della IV commissione, consigliere Agostino Capogrosso, è stato poi sentito in merito ad una sua dichiarazione resa nel corso della seduta di Commissione del 4 marzo: “i tempi sono molto ristretti e stanno per scadere quindi non vi è il tempo per convocare un Consiglio monotematico per parlare dell’argomento”, sulla quale dichiarazione, è stato chiamato in causa dai consiglieri di maggioranza.

«Premesso che non voglio assolutamente pensare che una mia dichiarazione resa in Commissione Ecologia in qualità di presidente, possa essere stata estrapolata da un contesto per utilizzarla a fini strumentali. Detto questo, credo, invece, che quanto da me affermato nel corso della Commissione congiunta del 4 marzo u.s., sia stato compreso in maniera distorta dai consiglieri di maggioranza, componenti della II e IV commissione, e invito, pertanto, ad una attenta rilettura del verbale di Commissione. In tal modo, dovrebbe essere poi chiaro che la dichiarazione faceva riferimento ai tempi troppo stretti indicati dalla Regione Puglia (scadenza 8 marzo) e che proprio per questo, la Commissione congiunta ha poi deciso all'unanimità di procedere diversamente, inviando subito in Regione il solo parere urbanistico, per poi procedere con una delibera di Consiglio comunale, comprensiva di tutte le osservazioni. Delibera da inviare direttamente al Ministero per la Transizione Ecologica, entro la scadenza del 19 marzo 2022 indicata dal MITE stesso. Procedura questa, adottata anche da altri Comuni come quello di Erchie».







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