mercoledì 17 agosto 2022

30/06/2022 17:26:03 - Manduria - Attualità

Per loro addirittura l’accusa di “violenza”. Il decreto di condanna sarà impugnato

Condannati a 1.500 euro di multa per aver pacificamente manifestato contro l’ubicazione del depuratore consortile in località “Urmo”.

In 31, fra avetranesi e manduriani, hanno ricevuto il decreto di condanna, che così testualmente recita: «perché, in unione e concorso fra loro e con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, con violenza, nel corso di manifestazioni di protesta per la realizzazione del depuratore al servizio dei Comuni di Manduria e Sava, ripetutesi in data 8 marzo, 27 marzo e 19 giugno 2017, impedivano agli operai della ditta Putignano di svolgere i lavori previsti, formando “uno scudo umano” e frapponendosi in massa allo scarico dei macchinari dai mezzi e all’accesso all’ar4ea di cantiere ai macchinari, in località Specchiarica».

Accusa in buona parte non veritiera. Nessuno dei 31 condannati ha mai usato violenza nei confronti di alcuno. Anzi, spesso i manifestanti offrivano bevande ai poliziotti in servizio. Ci fu, è vero, la manifestazione, ma l’accusa di “violenza” è abnorme rispetto ai fatti.

«Non accettiamo questa accusa» le parole dell’avv. Francesco Di Lauro, fra i destinatari della condanna. «Impugneremo l’atto, assolutamente ingiusto».

Fra i destinatari della condanna anche l’ex vice sindaco di Avetrana Alessandro Scarciglia, l’ex sindaco di Avetrana Luigi Conte, l’attuale vice sindaco di Avetrana Claudia Scredo.

Gran parte di loro è difeso dall’avv. Anna Macina. Francesco Di Lauro sarà difeso dall’avv. Luigi Stano.







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