lunedì 11 dicembre 2023

04/08/2023 08:09:27 - Manduria - Attualità

«Dalla sentenza sembrerebbe che il Comune possa gestire il proprio territorio come se il proprio piano regolatore e gli altri strumenti di pianificazione non esistessero»

Riceviamo, e pubblichiamo, un comunicato congiunto degli avvocati Maria Luisa Avellis e Antonio Eugenio Casto, i due legali ai quali i proprietari di alcune abitazioni limitrofe all’area scelta dall’Amministrazione per realizzare l’ecocentro di San Pietro in Bevagna hanno affidato il mandato per impugnare gli atti del Comune di Manduria.

«Non può che prendersi atto della decisione del Consiglio di Stato relativa all'Ecocentro di San Pietro in Bevagna, pur non potendo nascondere la perplessità suscitata dall’esplicitazione – in assenza di precedenti analoghi al caso di specie ed anzi in presenza di numerose pronunce giudiziarie che confermavano l’illegittimità degli atti impugnati - della tesi per la quale il Comune potrebbe gestire il proprio territorio come se il proprio piano regolatore e gli altri strumenti di pianificazione non esistessero.

Peraltro viene “liquidato” come approfondimento superfluo quello dell’art. 16 della Legge Regione Puglia n. 13/2001 (che, dunque, sarebbe norma da considerarsi superata o comunque inutile, ma così non è) nonostante l'approfondimento in tal senso sarebbe stato necessario proprio perchè tale dettato normativo è evidentemente contrastante con la singolare tesi che il Consiglio di Stato ha ritenuto di affermare.

Di tanto era consapevole anche il Comune di Manduria che nei mesi scorsi ha, invano, tentato di approvare la variante urbanistica non riuscendovi per un problema di 'numeri' in Consiglio.

Non può che sottolinearsi che la pronuncia ha aperto la strada all'idea - pericolosa - che gli Enti locali siano soggetti al di sopra dell'ordinamento in quanto non tenuti al rispetto degli strumenti di pianificazione (e di tutela) del territorio, finanche del proprio PRG».









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