venerdì 06 febbraio 2026


06/02/2026 16:26:00 - Sava - Attualità

Attraverso esempi concreti, Gherardo Colombo ha mostrato come illegalità, corruzione e piccole scorrettezze quotidiane possano minare i principi costituzionali

L’incontro con Gherardo Colombo di giovedì 5 febbraio ha rappresentato un momento di riflessione critica sulla Costituzione Italiana, non come testo immobile, ma come strumento vivo da interrogare alla luce della realtà quotidiana.

Alla presenza del sindaco di Sava Gaetano Pichierri, dell’assessore delegata alle Politiche sociali Roberta Friolo, di Roberto Bascià, moderatore dell’incontro e della dirigente scolastica Pierangela Scialpi, l’attenzione si è concentrata subito sul dialogo diretto con gli studenti, veri protagonisti della giornata, che hanno avuto il piacere di dialogare con il giurista sul valore e l’attualità della Legge fondamentale dello Stato italiano.

Il magistrato, noto per aver condotto inchieste importanti sul crimine organizzato, la corruzione e Mani Pulite, ha invitato i ragazzi a distinguere innanzitutto tra la Costituzione di diritto, che coincide con il testo formale del 1948, e fa leva su dignità, uguaglianza e orizzontalità e la Costituzione di fatto, cioè il modo in cui quei valori vengono applicati nella società e che spesso smentisce i principi costituzionali. Nella quotidianità, infatti, le gerarchie, i privilegi e l’indifferenza sconfessano i principi costituzionali, abilitando una sorta di Anticostituzione che finisce per  prevalere in alcuni contesti, segnata dal disinteresse per il bene comune.

Attraverso esempi concreti, ha mostrato come illegalità, corruzione e piccole scorrettezze quotidiane possano, infatti, minare i principi costituzionali, sottolineando che la Carta Costituzionale fallisce solo se i cittadini smettono di praticarla e di considerarla un organismo vivente perché è la nostra prima legge, alla quale devono adeguarsi tutte le altre ed è fondata sul riconoscimento universale della pari dignità della persona, senza alcuna distinzione, che è imprescindibile in una società che vuol dirsi civile, che rispetta cioè i diritti fondamentali del cittadino.

Il confronto con gli studenti, trasformato in un dialogo aperto e stimolante,  ha toccato temi fondamentali: dai principi di dignità, uguaglianza e responsabilità,  alla libertà di espressione, dal valore della disciplina alla separazione dei poteri, dal senso di fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni fino  all’uso consapevole dell'intelligenza artificiale.

Colombo ha mostrato come i principi costituzionali si traducono in responsabilità concreta: i valori restano parole vuote se non diventano comportamenti responsabili, senso critico, cittadinanza attiva e collaborazione. Ha evidenziato l’importanza di una giustizia orientata al recupero; ha sottolineato il valore della trasparenza nelle istituzioni e di una società vigile che difenda equità e legalità, anche di fronte a nuove sfide tecnologiche. Ha raccontato, inoltre, il lavoro del magistrato come esperienza di squadra, in cui la lucidità e il confronto con colleghi e istituzioni sono fondamentali per affrontare corruzione, illegalità e pressioni quotidiane.

Più che dare risposte definitive, il giurista ha invitato i ragazzi a coltivare dubbi, senso critico e consapevolezza civica: la Costituzione non si celebra passivamente, ma si vive ogni giorno. Il messaggio finale è chiaro e diretto : i principi costituzionali esistono solo nella pratica quotidiana dei cittadini, e la responsabilità delle nuove generazioni è trasformare quei valori scritti in scelte concrete e comportamenti coerenti nella società, ogni giorno. Perché la Costituzione siamo noi!

 

Riccardo Lamusta e Francesco Marseglia

V B Liceo Scienze Applicate