Hanno relazionato Emanuele Franco, Ettore Tarentini e Giovanni Sammarco
Ecco il resoconto dell’attività di formazione e informazione che l’associazione “Plinio il Vecchio” ha tenuto nella settimana appena trascorsa.
3 febbraio: prof. Emanuele Franco “Dalla parola all’immagine: lettura lenta e profonda dei testi”

5 febbraio: ing. Ettore Tarentini “Il diritto di esistere dell’Homo sapiens ai tempi della AI”

Col settimo incontro si è conclusa la trattazione dello schema concettuale di Miguel Benasayag, collegando i suoi funzionare ed esistere agli eventi epocali rivenienti dalle conclusioni di Benanti.
Tipicamente il funzionare è connesso ad un percorso di “crescita cieca”, dominato dalla performance, dall’adattamento, dall’ottimizzazione e, quindi, da una crescita senza limiti.
Lo stesso declino caratteristico della “digital age” è visto come una rivelazione, come la fine dell’illusione del progresso infinito, smascherando una cecità del sistema che è in aperta antitesi con l’esistere.
L’esistere diventa quindi una risposta, forse l’unica, al declino; esistere abitando il limite, la fragilità, la vulnerabilità e, quindi, esistere vivendo bene dentro la crisi del sistema.
Ed ora appare chiaro il collegamento tra esistere ed essere responsabile, uscendo dalla diffusa deresponsabilizzazione del funzionare collettivo; responsabilità che nasce nell’imprevisto, esce dalla logica del controllo funzionale e si prende cura di ciò che dipende dall’essere vivente, qui ed ora.
Responsabilità che non può confondere il calcolo con la scelta, rinunciando alla delega e riprendendosi il diritto di decidere.
In chiusura il relatore propone un riepilogo del percorso fatto,sottolineando i concetti fondamentali emersi: dalla finitezza di Heidegger, al sovrumano ed alla responsabilità collettiva di Cristianini, all’etica dell’algoritmo di Benanti per arrivare all’inno alla complessità dell’esistere di Benasayag.
Concludendo, il comportamento responsabile dell’uomo oggi consiste nel mantenere la propria umanità al centro del processo tecnologico.
6 febbraio: prof. Giovanni Sammarco “Natura e dignità dell’uomo in poesia”

L’incontro ha completato il capitolo Leopardi sulla dignità dell’uomo e sul suo diritto a vivere in modo compatibile con la sua natura. Subito dopo un nuovo aspetto dello stesso argomento è stato introdotto con l’esperienza romantica di Manzoni della quale egli è riconosciuto il migliore interprete. Ne avvertì infatti i complessi problemi religiosi storici filosofici e politici e li accolse in una misura equilibrata, rispettando tradizione e idee innovatrici che provenivano d'oltralpe. Del 700 fece sua la necessita di un rinnovamento civile, e dell'800 cantò una libertà letteraria e politica, giungendo ad una visione coerente ed equa. Il suo mondo poetico si accentra sul tema dell’uomo che trae motivo gioia nel sentirsi in armonia con l’universo. In ciò si contrappone all' uomo leopardiano chiuso nella sua solitudine, crucciato per l'indifferenza della natura. Il mondo interiore del Manzoni infatti è illuminato dalla fede nell' eternità dell’anima e dalla fiducia in Dio completata dall' amore verso il proprio simile. Aspetto importante della sua riflessione è la verità e la religione diventa uno strumento di elevazione morale mentre la sofferenza terrena un mezzo di redenzione. I principi illuministici trovano in lui definitiva sistemazione nella fede in Dio. La dignità del poeta e della poesia è stata accompagnata dal commento di parte del carme in morte di Carlo Imbonati. questo uomo era il compagno della madre Giulia Beccaria dopo il divorzio dal marito Pietro, uomo di cultura, frequentava i circoli culturali a Parigi ed era animatore delle nuove idee che si opponevano al cesarismo napoleonico.
Programma della prossima settimana:
- 10 feb. - dr. C. Magliola: “La piante: resistenza, resilienza…….fino a quando?”
- 11 feb. - avv. G. P. Capogrosso: “Il piroscafo e la ruota: percorsi per sfuggire alla miseria”
- 12 feb. - ing. E. Tarentini: “Il diritto di esistere dell’Homo sapiens al tempo dell’A.I.”
13 feb. – prof.ssa I. Marzo “Un ipocrita e la sua sedia. Storia del teatro in pochi passaggi”

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