sabato 14 febbraio 2026


14/02/2026 09:04:07 - Manduria - Cultura

Le varie ipotesi avanzate dagli studiosi di storia patria

Il conferimento a Manduria del titolo di Città è argomento trattato dal sacerdote Leonardo Tarentini nella sua opera “Cenni storici di Manduria”, datata 1901.

Al volgere del secolo, Manduria si dibatte in un quadro socio-culturale complesso, a tratti contraddittorio.

Il quadro che ne delinea il Tarentini è, a dir poco, sconfortante, considerando: « (…) la sfrontata irreligiosità  (…), il precipizio di tante aristocratiche famiglie (…), lo smodato lusso alimentato a via di debiti e di cambiali (…), gioventù in isciopero che aumenta il numero viepiù crescente degli spostati» e, soprattutto, lo scarso numero di professori, di cavalieri, nonché «pochissimi addetti alle arti liberali» (pp. 227-228).

D’altra parte, tuttavia, vi si scorgono avvenimenti capaci di «sollevare alquanto chi della gloriosa patria ancor ne sente il bello». Un impulso in tal senso arriva dal mondo religioso: vengono ripristinate le due case religiose soppresse, quella di S. Francesco nel 1893, quella dei Cappuccini nel 1896; nel 1897 viene edificato il monastero delle Clarisse e si ristrutturano altri edifici religiosi. Anche l’edilizia privata fa bella mostra di sé con la costruzione dei palazzi Dimitri, Schiavoni, la sistemazione di interi quartieri (Guardarella, Case nuove). Le opere pubbliche registrano la nascita della biblioteca comunale, grazie all’impegno del senatore Nicola Schiavoni e del canonico Gregorio Sergi.

Ma, più di tutti, la «gloriosa patria» si fregiò di un decreto reale che la insignì del titolo di ‘Città’, consentendole l’uso dello stemma civico. Era il 14 febbraio 1895.

Fin qui il Tarentini.

Lo studioso Giuseppe P. Capogrosso propone un’anticipazione di tale data, alla luce di quanto apprende in un’opera di Giuseppe Maria Alfano “Istorica descrizione del Regno di Napoli diviso in dodici provincie, in cui si fa menzione delle cose più rimarchevoli di tutte le città, terre, casali, villaggi, fiumi…”, stampato a Napoli nel 1798. Qui, nelle note a fine testo, riferito a Casalnuovo, è scritto: “CASALE NUOVO: oggi detto Manduria per Sovrano Comando e dichiarata anche Città di Grazia” (Cfr. articoli pubblicati online https://www.manduriaoggi.it/?news=39105; https://www.manduriaoggi.it/?news=43467)

Secondo l’Autore, il ‘Sovrano Comando’ è da riferirsi al provvedimento con il quale Ferdinando IV di Borbone nel 1789 restituisce a Casalnuovo l’antico nome di Manduria, mentre la menzione ‘Città di grazia’ (città per concessione regia) presuppone che alla data di pubblicazione del testo, 1798, sia già stato conferito a Manduria il titolo di Città. L’informazione, peraltro, viene confermata nella successiva edizione dell’opera nel 1825, dove essa diviene parte integrante del testo, in cui la dicitura ‘Terra’ riferita a Casalnuovo nell’edizione precedente viene sostituita con quella di Città’.

È noto peraltro che il documento in possesso degli storici relativo alla restituzione a Casalnuovo dell’antico nome non è il Decreto Reale propriamente detto (datato 14 novembre 1789), ma un sollecito, inviato il 22 settembre 1790 ai funzionari provinciali preposti, a emanare e pubblicare il bando con il quale informare l’Università e i ‘Cittadini’ di Casalnuovo che è stata accordata da sua Maestà di «cambiarsi il nome di Casalnuovo in quello dell’antica ‘Città’ di Manduria».

Un’ulteriore conferma alla sua ipotesi, Capogrosso la trova negli “Annali di Roma”, un periodico in cui sono riportati gli avvenimenti più importanti verificatisi negli Stati europei dell’epoca, curato da Michele Mallio. Nel numero “da gennaio a tutto marzo 1791”, è segnalato l’aver ottenuto i cittadini di Casalnuovo «di poter chiamare la loro patria col nome di Città di Manduria»; con maggiore precisione si legge nell’indice del volume: “Casalnuovo. Paese del Regno, di Otranto sulle ruine della celebre città di Manduria, riprende l’antico nome e le prerogative di Città”.

Pertanto, considerando il sollecito del 1790 al Regio Decreto del 1789 (nel quale compaiono i termini ‘Città’ e ‘Cittadini’) e assumendo come “terminus ante quem” il 1791 (data di pubblicazione degli “Annali di Roma”), la conclusione dello studioso Giuseppe P. Capogrosso è che nello stesso anno 1789, e presumibilmente con lo stesso  provvedimento, Manduria abbia riavuto il suo antico nome nonché il titolo di Città.

Riguardo il Regio Decreto di Umberto I del 14 febbraio 1895 che conferisce a Manduria il titolo di ‘Città’, Capogrosso ipotizza che esso sia un secondo riconoscimento, ottenuto per aver gli amministratori dell’epoca richiesto nuovamente il titolo, ad avere conferma di Manduria ‘Città’, anche da parte del nuovo stato unitario.

BIBLIOGRAFIA

TARENTINI Leonardo, “Cenni storici di Manduria”, riedizione anastatica. Atesa editrice, Bologna 1996.

SITOGRAFIA

CAPOGROSSO Giuseppe Pio, “Manduria e il riconoscimento del titolo di Città” in https://www.manduriaoggi.it/?news=39105; “Manduria - Il riconoscimento a fine ‘700 del titolo di Città trova conferma” in https://www.manduriaoggi.it/?news=43467.

Le foto del Regio Decreto sono tratte da Pietro BRUNETTI, “Manduria fra storia e leggenda”, Barbieri/Selvaggi, Manduria 2007.