MANDURIA – L'Imam di Lecce, Saiffedine Maaroufi, e il frate francescano, fra' Cosimo Pro, "Insieme per la pace"
  • venerdì 10 luglio 2026

MANDURIA – L'Imam di Lecce, Saiffedine Maaroufi, e il frate francescano, fra' Cosimo Pro, "Insieme per la pace"

26/09/2017 09:39:55 - Manduria - Attualità

L’incontro promosso dal Club Unesco di Manduria

L’Imam di Lecce, Saiffedine Maaroufi, e il frate francescano, fra’ Cosimo Pro, “Insieme per la pace, per il rispetto, per la sicurezza e per la dignità per tutti” nella Giornata internazionale della Pace 2017.

Promossa dal Club Unesco di Manduria, aperta dai saluti della dirigente dell’Einaudi, Elena Cavallo, e moderata da presidente locale del Club Unesco, Italo Montinaro, la manifestazione ha registrato anche la presenza di numerosi ragazzi ospiti del centro Sprar di Manduria.

Oltre la tolleranza: l’obiettivo è quello di imparare a convivere, accettando il prossimo. E’ stato questo il messaggio lanciato dai relatori e dagli studenti dell’istituto “Einaudi”, che ha ospitato la manifestazione.

Fra’ Cosimo Pro, nel suo intervento, ha ricordando alcuni episodi dei “Fioretti di San Francesco”, fra cui quello del lupo di Gubbio.

«Il lupo diventa tale e, quindi, aggressivo, se si sente aggredito» ha affermato fra’ Cosimo. «Ma se rispettato nel suo ruolo, ovvero se la diversità non viene concepita come contrapposizione, la convivenza è possibile. I migranti? Intanto occorre salvar loro la vita, poi si discute come e dove accoglierli.

L’integralismo religioso è una brutta bestia, ovunque si annidi. Francesco ha aperto la via del dialogo con l’Islam. Sforziamoci di far emergere ciò che ci unisce e, per parlare di pace, osiamo la pace. Come? Con il rispetto reciproco, l’accoglienza, il prendersi cura del prossimo».

Anche l’Imam di Lecce ha dispensato pillole di saggezza.

«La pace non è solo l’assenza di guerra tra due Paesi; c’è anche una pace sociale, raggiunta con la sicurezza, la giustizia e la cultura, superando i pregiudizi presentati da certi media» le parole di Saiffedine Maaroufi. «Le differenze esistono: di etnia, culturali, di religione. Lo sforzo da compiere è quello della convivenza, ma senza cercare di cambiare il prossimo, che va accettato così com’è.

La religione ci insegna a tutelare la vita umana ed è fondamentale non utilizzare i testi sacri per giudicarli senza preparazione adeguata e senza la conoscenza del contesto».

Gli studenti, che hanno interpretato alcuni brani musicali sulla pace molto conosciuti, hanno posto una serie di interessanti domande sulla differenza e sui valori delle due religioni

Durante la manifestazione, infine, hanno preso la parola anche due ragazzi ospiti del centro Sprar di Manduria, gestito dalla cooperativa “Rinascita”. Hanno raccontato il dramma della loro fuga dai Paesi d’origine. Infine una chicca: si è appreso che in Pakistan esiste un piccolo villaggio di nome “Manduria”: forse un ponte fra la gente che scappa dalle atrocità e dalla guerra con questa terra.





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