MANDURIA - Un progetto per rinaturalizzare l'area del fiume Chidro, eliminando il rudere che avrebbe dovuto ospitare l'impianto di captazione delle acque
  • venerdì 10 luglio 2026

MANDURIA - Un progetto per rinaturalizzare l'area del fiume Chidro, eliminando il rudere che avrebbe dovuto ospitare l'impianto di captazione delle acque

23/06/2018 08:51:16 - Manduria - Attualità

Chiesti un milione e 300mila euro. Arneo disposto a concedere in comodato d’uso l’intera area per venti anni

Un progetto per rinaturalizzare l’area del fiume Chidro, eliminando il rudere che avrebbe dovuto ospitare l’impianto di captazione delle acque (mai entrato in funzione) e creando, al suo posto, un centro logistico operativo delle Riserve Naturali.

E’ il progetto che le Riserve Naturali hanno candidato a finanziamento nell’ambito di un’Azione (la 6.6) della Regione Puglia, finalizzata a sostenere interventi per la tutela e la valorizzazione di aree di attrazione naturale. Prevede un investimento di un milione e 300mila euro e, soprattutto, può contare, finalmente, sull’adesione del Consorzio Arneo, proprietario di quel rudere. Grazie al lungo lavoro del direttore delle Riserve, Alessandro Mariggiò, Arneo ha accettato di rimuovere quella decadente struttura, che mal si concilia con la bellezza dell’area naturale del Chidro. Non solo: qualora il progetto dovesse essere finanziamento, Arneo concederà in comodato gratuito per venti anni il centro operativo che nascerà. Centro che potrebbe essere poi gestito dalle associazioni di promozione turistica della città, anche grazie alle risorse (pare il 5%) già previste nell’ambito del progetto.

A darne notizia è l’autorità di gestione delle Riserve, Vittorio Saladino, uno dei tre commissari che gestiscono palazzo di Città.

«Il progetto interessa l’area protetta della foce del fiume Chidro» fa presente il prefetto Saladino. «Prevede la completa rimozione e bonifica dell’impianto di captazione delle acque del fiume Chidro, con una completa conversione di parte della struttura per farne un nuovo centro visite e logistico dell’area protetta, destinato a offrire servizi innovativi di fruizione delle risorse, organizzazioni di sessioni didattico-laboratoriali capaci, con l’uso di nuove tecnologie multimediali, di offrire “viaggi esperenziali” alla scoperta della flora e fauna presente.

Prevede ancora la bonifica di tutti i canali di collegamento al fiume, dove saranno realizzate strutture per aumentare la nidificazione della fauna protetta del SIC e, quindi, tutelarne la biodiversità presente; la destagionalizzazione delle attività, con l’apertura del centro visite per tutto l’anno; lo sviluppo del turismo sostenibile, poiché le associazioni territoriali avranno a disposizione canoe e bici per le visite guidate che saranno svolte ogni settimana».

Per la realizzazione del centro si farò ricorso a tecnologie innovative con “tetto verde” e all’utilizzo di pannelli fotovoltaici per l’autonomia energetica della struttura, che sarà comunque sottoposta in una ex vasca di accumulo, non visibile all’esterno per un minor impatto ambientale».





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