MANDURIA – Verso la messa in prova in un percorso guidato di pentimento 10 degli 11 minorenni della banda degli orfanelli
  • giovedì 09 aprile 2026

MANDURIA – Verso la messa in prova in un percorso guidato di pentimento 10 degli 11 minorenni della banda degli orfanelli

06/12/2019 11:21:02 - Manduria - Attualità

L’udienza decisiva è fissata per il 28 gennaio: se la richiesta verrà accolta, la baby gang non andrà in carcere

 

Via libera dalla Procura minorile alla messa alla prova per dieci degli undici ragazzi, tutti nati tra il 2001 e il 2004, finiti sul banco degli imputati per le aggressioni ai danni di Antonio Cosimo Stano, il pensionato di 66 anni affetto da disagio mentale, morto ad aprile scorso alcuni giorni dopo il ricovero. Per il procuratore della Repubblica al Tribunale dei Minori Antonella Montanaro, i giovanissimi imputati possono ottenere la messa alla prova, un percorso guidato di pentimento e di impegni che se concluso con esito positivo potrà cancellare il processo. Il periodo richiesto dall’accusa, a seconda del coinvolgimento nei diversi episodi, va da due a tre anni per ogni imputato. Niente messa alla prova, invece, per uno dei ragazzi, a causa di indole e passato giudicati violenti. Per lui la procura minorile ha chiesto di procedere col giudizio con rito abbreviato. Ora spetta al giudice Bina Santella decidere sulle richieste della pubblica accusa.

L’udienza decisiva è fissata per il 28 gennaio del nuovo anno. La richiesta di messa alla prova era stata presentata nelle precedenti udienze dai difensori dei giovani imputati. Se accolta, l’eventuale programma di messa alla prova verrà studiato dal giudice con assistenti sociali e psicologi. Non è escluso, così come hanno chiesto i legali di alcuni degli imputati, che i minorenni abbiano anche la possibilità di incontrare i parenti del povero Stano, facendo quella che in gergo tecnico si chiama della mediazione penale. I giovani imputati sono accusati di danneggiamento, violazione di domicilio, furto, lesioni e l’accusa più grave: morte a seguito di tortura. Accusa confermata dal perito della Procura e smentita da quelli della difesa.

 





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