10/01/2019 10:27:46 - Manduria - Attualità

Nella sezione riservata alle chiese, primi, ex aequo, i presepi della chiesa Matrice e della chiesa dell’Annunziata; nella sezione riservata ai privati, ha vinto il presepe di Nicola Tripaldi

Con la trascorsa Epifania, si è tenuta la ormai consueta premiazione della VI edizione del concorso "La Strada dei Presepi" promosso dalla stessa Pro Loco cittadina. Anche quest'anno i concorrenti, numerosissimi, sono stati suddivisi in due categorie tra privati e chiese. Una larga partecipazione ha caratterizzato anche l'edizione 2018 a testimonianza di come l'antichissima tradizione presepiale sia più che mai viva e continui ad essere tramandata.

La commissione ha visionato tutti i manufatti fin nei più piccoli particolari, compito che è stato agevolato dalla disponibilità e dalla cordialità degli iscritti che hanno accolto i giurati nelle loro case. Non è stato semplice valutare le composizioni in gara dato l'ottimo livello raggiunto da tutti i partecipanti. Il giudizio è stato espresso in base ad originalità o ambientazione, lavorazione artigianale, qualità artistica e difficoltà tecnica di realizzazione.

In questi termini, per la categoria dei privati, si sono distinti i lavori di Salvatore Calò (Per l’ambientazione), Giuseppina Dimitri e Maria Antonietta Stano (Per l’originalità), Pietro Scialpi, Giuseppe Prisciano e Leonardo Raho (Per la creatività), Leonarda Baldari (Per la simpatia), Franca Maruccia (Per l’eleganza), Luigi Ceglie - del Comando Stazione Carabinieri Manduria – (Per il dettaglio), Palmo Duggento (Per l’innovazione), Teodoro Giuliano (Per la lavorazione interamente artigianale), Giacomo Sansonetti (Per la tecnica).

La proiezione delle foto ha preceduto la premiazione del presepe che, nella prima categoria dei privati ha visto quale primo classificato, quello di NICOLA TRIPALDI, riconosciuto come il più elaborato tecnicamente e artisticamente per la meaestosità e l’artigianalità. Secondo classificato è il presepe della famiglia BRUNETTI_MICCOLI, il cui presepe è molto curato nei dettagli, di notevoli dimensioni e può vantare una ricostruzione minuziosa. Accurata è inoltre la rievocazione di un abitato palestinese. Terzo classificato la creazione di ANDREA SCIALPI per l’accuratezza e la particolarità dell’anfora da cui sgorga davvero il vino inondando la stanza del caratteristico profumo.

Nella seconda categoria, quella delle chiese, si è attestato al terzo posto il convento di San Francesco la cui rappresentazione focalizza l’attenzione sulla natività. Al secondo posto il presepe della confraternita della purificazione (Chiesa di S. Cosimo) che stupisce per la sorprendente tecnica realizzativa che riprende il metodo dell’assemblaggio a secco di conci calcarei. Sul gradino più alto del podio si sono posizionati ben 2 presepi: il presepe artistico della Chiesa Matrice, realizzato dal maestro Caroppa ed il presepe della Chiesa dell’Annunziata che presenta un notevole tasso di difficoltà tecnica e realizzativa in virtù della sua mole e del suo sviluppo che coinvolge tutto lo spazio a disposizione delimitato dalle campate della chiesa le cui tradizionali coperture a stella sembrano quasi diventare esse stesse la volta celeste al di sopra della raffigurazione della natività.

Giunti al termine del periodo natalizio è già tempo di guardare avanti e di prepararsi ai prossimi appuntamenti già in cantiere, sull'onda del sempre crescente desiderio di vivere la nostra città.

A.T. Pro Loco Manduria

 

CLASSIFICA CHIESE

 

Terza Classificata: Chiesa di San Francesco

Collocato ai piedi di un altare laterale della seicentesca chiesa dedicata al santo di Assisi, il presepe si distingue per la dimensione della scena scostandosi nettamente dalla riproduzione in piccola scala e trafugando ogni dubbio: ci si trova di fronte alla natività che proprio dallo stesso santo venne rappresentata per la prima volta e di più ancora si ha quasi l’impressione di poter entrare al suo interno ammirando da vicino il miracolo della nascita di Gesù bambino. Pochi gli elementi che compongono la narrazione ma disposti su due livelli collegati da una stretta rampa di scale quasi ad evocare la tradizionale tipologia abitativa manduriana che prevedeva un accesso al terrazzo o lammia. I Re Magi, in questo caso, ritornano ad essere una parte importante della rappresentazione ma vengono ritratti in cammino, sul tragitto che li condurrà alla grotta infondendoci così un senso di attesa per qualcosa che sta per accadere ovvero il loro arrivo al cospetto del bambinello.

Seconda Classificata: Chiesa della Purificazione (San Cosimo)

All’apparenza allineato alle consuete modalità compositive, il presepe allestito nel locale attiguo alla settecentesca chiesa di san Cosimo stupisce ad uno sguardo più attento per la sorprendente tecnica realizzativa che riprende il metodo dell’assemblaggio a secco di conci calcarei. Antico lascito della nostra tradizione contadina che con questa soluzione costruttiva era solita realizzare muretti di contenimento, di delimitazione e ripari denominati ‘pajaroni’ (una sorta di trullo), l’arte della sovrapposizione di pietre non connesse da alcun legante ma semplicemente incastrate tra loro è uno dei primi esempi di manufattura umana, recentemente (novembre 2018) inserita dall’Unesco nella lista dei beni immateriali dichiarati patrimonio dell’umanità per la sua capacità di rapportare armoniosamente uomo e natura. Fortemente simbolica è anche la collocazione della rappresentazione sacra, addossata all’imposta di una volta a stella (altra protagonista del nostro patrimonio storico) che dal presepe stesso sembra partire per diffondere il messaggio di pace. Il rapporto tra due dei più diffusi litotipi della zona, il calcare e la calcarenite con la quale i nostri padri e i padri dei nostri padri hanno dato forma e sostanza alle tipologie abitative tipiche di questa parte del Salento, risulta denso di significato riportandoci alle nostre radici e restituendoci un’identità di cui andare fieri.

Prima Classificata: Chiesa Madre

Il presepe si rivela già al primo sguardo come un manufatto ad alto tasso di artisticità, una creazione frutto di una coscienza critica più che spontanea, come accade per altri presepi.

Questa rappresentazione dichiara subito la sua centralità privando di uno sfondo i personaggi che orbitano simmetricamente attorno al luogo in cui accade il prodigio e stagliandoli sull’oscurità che ne mette in risalto immediatamente la natura materica (cartapesta) e le proporzioni slanciate. Questo fa sì che l’occhio venga attirato istantaneamente da ciò che accade nel mezzo della scena, dove la verticalità della grotta (formata da cortecce d’albero) viene aumentata da arbusti di quercia (o leccio) opportunamente essiccati così da adattare le tonalità del colore al resto della creazione manifestando una notevole intenzionalità nella coerenza cromatica.

Il particolare profilo ‘seghettato’ delle foglie, che si delineano nette grazie ad una sapiente ricerca nell’illuminazione, aumenta la tensione dell’immagine che ci si presenta dinanzi, la cui autorità viene vieppiù amplificata dallo splendido scenario settecentesco (il cappellone di San Gregorio) che gli si erge attorno, riuscendo QUASI nel miracolo di darci convincimento che questa imponente ‘quinta’ sia sorta per far da sfondo all’opera del maestro Caroppa

Siamo rimasti stupiti, in conclusione, dall’efficacia della composizione nel renderci capaci di realizzare come una ‘volontà d’arte’ possa essere espressa con elementi tutto sommato semplici e facilmente reperibili e tramite elementari tecniche di assemblaggio delle parti componenti che però magicamente, nel risultato finale, riescono a trasmettere tutta la sacralità della raffigurazione.

Prima Classificata: Chiesa dell’Annunziata

Allo stesso modo del presepe del maestro Caroppa anche quello realizzato dalla chiesa del Rosario nella chiesetta dell’Annunziata ha il merito di interfacciarsi simbioticamente con un pezzo di storia manduriana e di esaltarne l’aspetto artistico e architettonico ricevendone in cambio il riflesso della sua bellezza carica di valori simbolici.

La rappresentazione dei parrocchiani della chiesa del Rosario è forse meno carica di intento critico ma è ricca di spontaneità, approccio che da sempre caratterizza i presepi realizzati in ambito domestico-familiare ma che troviamo del tutto appropriato anche in un contesto come quello di questo piccolo e antico tempio cristiano che rievoca un passato in cui la fede era un punto di riferimento della quotidianità contadina. La creazione in oggetto presenta un notevole tasso di difficoltà tecnica e realizzativa in virtù della sua mole e del suo sviluppo che coinvolge tutto lo spazio a disposizione delimitato dalle campate della chiesa le cui tradizionali coperture a stella sembrano quasi diventare esse stesse la volta celeste al di sopra della raffigurazione della natività.

Gesù nasce tra gli umili, povero tra i poveri ed è questo che ci ricorda il presepe dell’Annunziata in cui con notevole impegno è stato raffigurato un borgo con i suoi abitanti indaffarati nelle più disparate mansioni proprio mentre a poca distanza da loro, quasi ignorato, accade un avvenimento che rivoluzionerà per sempre la storia dell’umanità.

Possiamo con certezza affermare che, in questo caso, è il monumento stesso a diventare parte di una rappresentazione capace di farci sentire tra i protagonisti della scena e di includerci tra coloro che accorrono per rendere omaggio al bambinello.

 

 

Classifica: PRIVATI

Terzo Classificato:          Andrea Scialpi

Presepe fedele alla tradizione, con uno stile rupestre. Molto curati i dettagli e la sistemazione generale dei personaggi e degli oggetti. Particolarissima l’anfora da cui sgorga davvero il vino inondando la stanza del caratteristico profumo.

Secondo Classificato: Brunetti – Miccoli

Il presepe colpisce per l’ambientazione che ripropone il paesaggio naturale e antropico dell’aerea palestinese, con le tipiche casette a cupola e le aree desertiche. Notevole la rappresentazione degli ambienti domestici e lavorativi per il realismo dei dettagli e per il dinamismo dell’illuminazione: le luci ricreano alternativamente il giorno e la notte conferendo all’insieme un tocco sempre nuovo, insieme ai suoni del tempo.

Primo Classificato: Nicola Tripaldi

Il presepe di Nicola Tripaldi colpisce innanzitutto per la maestosità: con le sue dimensioni di 8m x 5m è allestito in un’intera stanza. Fermandosi, poi, ad ammirarlo, delizia il visitatore con i suoi numerosissimi dettagli: gli ambienti rappresentati sono innumerevoli e ben distribuiti nello spazio e minuziosamente curati. Si alternano personaggi in movimento a personaggi realizzati artigianalmente in cartapesta. Il tutto accompagnato da un sottofondo sonoro che, ricreando l’atmosfera del tempo, coinvolge completamente il visitatore.

 

 

Menzioni Speciali

Salvatore Calò: Per l’ambientazione

Il presepe si caratterizza per le monumentalità delle proporzioni, per i particolari e le tecniche di realizzazione. Occupa infatti un angolo intero della stanza e rappresenta le più svariate ambientazioni dell’epoca su tre piani collegati da un’originale scala a chiocciola. Il presepe è realizzato con schiuma espansa e legno.

Giuseppina Dimitri: Per l’originalità

Il Natale come mistero dell’unione tra cielo e terra è rappresentato con estrema originalità nel presepe di Giuseppina Dimitri. Le tradizionali damigiane in vetro sono state interpretate come mongolfiere che congiungono il divino all’umano.

Pietro Scialpi: Per la creatività

Stupefacente realizzazione presepiale che richiama la forma di un castello, realizzato su di una postazione girevole. Di notevole impatto le variazioni cromatiche.

Giuseppe Prisciano: Per la creatività

Presepe che richiama la forma di un albero, con personaggi inseriti nei 5 livelli in maniera certosina.

Leonarda Baldari: Per la simpatia

Presepe realizzato mediante l’impiego di elementi naturali come rami, foglie, pietre e cortecce di alberi. Ogni anno il presepe diviene parte integrante del focolare domestico, quasi come se fosse un “membro” della famiglia.

Franca Maruccia: Per l’eleganza

Presepe in armonia con l’arredamento. Particolare per la lavorazione degli elementi. Questo presepe innevato si caratterizza per la sua eleganza e raffinatezza.

Luigi Ceglie, Comando Stazione Carabinieri Manduria: Per il dettaglio

Presepe dalle dimensioni notevoli. Riproduzione realistica degli interni delle strutture abitative (divani, mobili, suppellettili, cesti di frutta, ecc…), il tutto rigorosamente artigianale. Fedele riproduzione del centro storico e della chiesa di Avetrana, sui cui gradini prende posto la natività. Collocazione dei personaggi e degli oggetti in maniera certosina.

Palmo Duggento: Per l’innovazione

Si caratterizza per un’interpretazione diversa del presepe, realizzato in maniera alternativa in chiave moderna, utilizzando un proiettore e delle sagome.

Teodoro Giuliano: Per la lavorazione interamente artigianale

Pregevole per la realizzazione interamente artigianale in canne di bambù e legno finemente integrato a mano. Le casette presentano il tetto in canne e le strutture in legno, così come intagliati in legno e dipinti a mano sono i personaggi. Sono presenti i personaggi classici del presepe dalla Sacra Famiglia a Benino il pastore dormiente. Un senso di equilibrio e armonia promana dalla realizzazione.

Giacomo Sansonetti: Per la tecnica

Presepe realizzato in polistirolo e rivestito in corteccia d’albero, è caratterizzato dalle notevoli dimensioni (circa 3m x 4m) e dalla molteplicità degli ambienti e dalle armoniose proporzioni. Colpisce, inoltre, la cura dei dettagli, come il basamento stradale di lastre laviche della piazza centrale, che testimoniano una notevole qualità artistica.

Maria Antonietta Stano: Per l’originalità

Presepe realizzato in maniera originale perché riveste in toto una vera e propria macchina da cucire, dalla cucitrice alla pedaliera.

Leonardo Raho: Per la creatività

Presepe rupestre, maestoso e ben organizzato. Caratteristica è la fontana situata al centro dell’opera presepiale.

 



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