«E’ destinata a diventare spazio fruibile per la collettività al completamento delle opere»

A Masseria della Marina prende forma il Parco dell’Acqua, con l’avvio della fase realizzativa del progetto di rinaturalizzazione previsto in continuità con il nuovo depuratore consortile, operativo dal gennaio 2025.
Questo il comunicato di AQP.
«L’intervento introduce una componente ambientale aggiuntiva, finalizzata a valorizzare la risorsa idrica e a rafforzare l’equilibrio idrogeologico del territorio. È concepito come un sistema ambientale integrato che comprende bacini di fitodepurazione, un invaso di accumulo per usi plurimi e un insieme articolato di aree verdi.
Il progetto si inserisce in una strategia più ampia di gestione sostenibile della risorsa idrica, orientata alla chiusura del ciclo dell’acqua. In questo quadro, affianca alle opere già in esercizio – il depuratore di Manduria, a servizio anche di Sava – una nuova infrastruttura ambientale dedicata al riuso agricolo delle acque affinate, alla tutela della falda e al miglioramento del contesto ambientale.
La fase realizzativa prende avvio dal prossimo marzo con i monitoraggi ambientali ante-operam, previsti dalle autorizzazioni e svolti nell’ambito del Piano di Monitoraggio Ambientale. Entro l’estate saranno attivate le prime attività propedeutiche al cantiere, relative ai rilievi, ai tracciamenti e alla delimitazione delle aree di intervento.
Le opere saranno sviluppate attraverso un cantiere articolato e diffuso, con lavorazioni progressive che interesseranno il Parco dell’Acqua, le infrastrutture per il riuso agricolo e la nuova vasca di accumulo dell’acqua affinata all’interno del depuratore. In una fase successiva – dalla metà del 2027 – è prevista la realizzazione del recapito complementare, in collegamento con il canale di bonifica a monte della SP122. La conclusione complessiva degli interventi è prevista entro il 2028.
L’investimento complessivo è pari a 13,2 milioni di euro, finanziati con risorse FSC 2021–2027, secondo quanto previsto dalla Delibera CIPESS n. 6/2025, nell’ambito della linea di intervento dedicata alle risorse idriche. Nel dettaglio, circa 2,4 milioni di euro sono destinati al Parco dell’Acqua, circa 1 milione di euro alla condotta di adduzione per il riuso agricolo, lunga circa un chilometro, mentre circa 5,8 milioni di euro riguardano il recapito complementare, costituito da una condotta di circa 5,65 chilometri. Le restanti risorse coprono le ulteriori opere impiantistiche e le sistemazioni accessorie previste dal progetto.
Il riuso agricolo delle acque affinate rappresenta una componente strutturale dell’intervento. Il sistema è progettato per consentire la messa a disposizione della risorsa al comparto irriguo attraverso il collegamento con le infrastrutture del Consorzio di Bonifica, secondo tempi e modalità coerenti con il completamento delle opere e con l’adeguamento delle reti di distribuzione.
Nel quadro complessivo è previsto, come da autorizzazioni, un recapito complementare, componente obbligatoria per legge. Il suo potenziale utilizzo è limitato a condizioni specifiche: esclusivamente d’inverno nei periodi non irrigui e per portate superiori a 5.000 m³/giorno, all’interno di un assetto che privilegia in via prioritaria il riuso agricolo e il riutilizzo ambientale.
L’acqua eventualmente interessata non è refluo grezzo, ma acqua depurata e affinata, la stessa che in condizioni ordinarie è destinata al riuso agricolo e che già oggi contribuisce alla ricarica della falda attraverso le trincee drenanti. Il sistema non prevede bypass del refluo non trattato: non è tecnicamente possibile che acque non depurate vengano immesse nelle condutture in uscita.
Questa soluzione complementare confluisce in un canale di bonifica, a monte ed in un tratto antecedente il bacino di Torre Colimena e non nel bacino stesso. Le opere sono localizzate a ridosso della SP122 e non interessano la costa né le aree di balneazione: la spiaggetta non è toccata e il litorale conserva piena balneabilità, senza interferenze con le infrastrutture previste.
Per le attività di monitoraggio ambientale connesse a questa componente è previsto il supporto del Dipartimento di Bioscienze dell’Università di Bari.
Al termine degli interventi, il Parco dell’Acqua è destinato a diventare uno spazio fruibile per la collettività, con percorsi e funzioni didattiche dedicate alla conoscenza del ciclo dell’acqua e alle pratiche di gestione sostenibile della risorsa, mantenendo come prioritarie le funzioni ambientali e di servizio del sistema».

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