mercoledì 11 febbraio 2026


11/02/2026 10:53:30 - Manduria - Attualità

A Manduria esiste “Via del Viandante”, una denominazione giudicata inopportuna

Il magazine dell’innovazione sociale ”Vita”, attraverso un articolo di Francesco Dente (https://www.vita.it/via-senza-fissa-dimora-cosi-lindirizzo-fittizio-tradisce-gli-homeless/ ),  solleva un problema di privacy e di etichettamento sociale relativo alla denominazione delle cosiddette vie fittizie, istituite da alcuni Comuni perché siano indicate nei documenti dei senzatetto.

«Per poter accedere ai diritti civili e alle prestazioni di welfare anche chi vive in strada ha bisogno di un recapito “ufficiale”» è riportato nell’articolo firmato da Francesco Dente. «Il problema è che spesso oltre ad essere “fittizia” l'indicazione delle residenza risulta anche discriminatoria

L’indispensabile carta d’identità

Lo strumento indispensabile per accedere ai diritti civili come il voto o soprattutto ai benefici sociali come l’assegno di inclusione o le varie forme di sostegno del welfare locale, dalla casa popolare ai buoni per l’acquisto di alimenti è la carta d’identità. Senza non si va da nessuna parte. 

Peccato che non pochi municipi, pur animati dalle migliori intenzioni, abbiano scelto di intitolare Via senza fissa dimora la strada che non esiste territorialmente.
Una scelta inopportuna, se non infausta, che rischia di svelare la condizione precaria di chi finisce per ritrovarsi sul documento quell’indirizzo virtuale, come visto si tratta solo di una finzione giuridica, ma pesante come un macigno, la via fittizia appunto. Basterebbe invece un pizzico di fantasia come nel caso di Gallipoli che l’ha chiamata Via della Poesia, Ragusa Via di Gelsomina o Todi Via giardini di marzo.

Gli indirizzi che tradiscono gli invisibili

Quante sono le vie istituite ad hoc per dare un recapito alle persone senza dimora? Ma soprattutto che nome hanno? E perché? 

VITA ha provato a saperne di più sfogliando la sezione del sito della Federazione italiana organismi per le persone senza dimora – Fio.Psd che pubblica e aggiorna costantemente l’elenco delle vie fittizie.
Una lista parziale e non ufficiale (non è semplice peraltro verificare presso i siti istituzionali comunali) ma preziosa: al momento censisce 264 Comuni. Val la pena sottolineare, a tal proposito, che il più delle volte le persone senza dimora si trasferiscono nelle grandi città perché lì trovano dormitori e servizi sociali attrezzati per rispondere ai loro bisogni. Motivo che contribuisce a spiegare perché il numero ridotto delle vie fittizie.

Un indirizzo che ostacola l’uscita dalla marginalità

Ebbene, sono 21 i municipi, quasi il 10%, che hanno optato per la denominazione Via Senza fissa dimora. Si va dai capoluoghi di provincia Trento, Campobasso, Trani e Enna a cittadine come Città di Castello, Montagnana, Sarzana, Bisceglie, Lucera. Altre invece hanno puntato su indirizzi simili: Via Sconosciuta (Bra), Via Introvabili (Omegna), Via del Viandante (Manduria), Via degli Apolidi (Partinico). Nomi che tradiscono la realtà e che possono ostacolare, anziché agevolare, l’uscita dalla marginalità.

(foto d'archivio)